I viaggi di Marina e Lorenzo

giovedì, 11.03.10

DOVE MI PIACEREBBE VOLARE? A MADRID! Parte terza: MANGIARE

Sempre nella mia lunga opera di documentazione riguardo Madrid, iniziata qui e qui, non potevo non affrontare un discorso fondamentale: mangiare! Se tu voli per Madrid devi anche sapere cosa e dove mangiare, o averne almeno un’idea. Innanzitutto bisogna prima arrivare a Madrid, magari con uno dei tanti voli last minute per la capitale.

voli low cost per Madrid

Ricordo che durante l’interrail a Madrid avevo scoperto due cose fondamentali che mi sarei portata per anni nel cuore: la cerveza y lemòn, ovvero la birra col limone, e las patatas bravas, patate al forno, o saltate in padella, a seconda dei casi, con una salsa piccante a base di salsa di pomodoro e tabasco. Ho ri-scoperto sul mio mitico diario di viaggio l’esistenza del “Museo do Jamon”: trattasi di un negozio con bancone/salumificio dove si vende il tipico prosciutto spagnolo, lo jamon serrano, insieme ad altri prodotti tipici della cucina spagnola. Di questi “musei” Madrid è piena, così come dei locali appartenenti alla catena “100 Montaditos Cerveceria”: in questo caso si tratta di paninoteche/birrerie che propongono una vasta gamma di panini e birrette a 1 e 2 euro. L’ideale per uno spuntino e per socializzare. Ma il buongiorno, anzi il buon appetito, a Madrid si vede dal mattino: la colazione madrilena prevede infatti churros con la cioccolata (o con il caffelatte) oppure la tortilla de patada, cioè una frittata di patate. Salute! Tutto ciò ve lo potete procurare al Mercado de San Miguel, un mercato coperto con negozietti di cibarie e pasticcerie assolutamente da non perdere. Diffidate invece, se è la prima volta che andate in Spagna, dai ristorantini assolutamente turistici che propongono, con un bel cartello colorato e invitante, la paella fatta in tutti i modi possibili e immaginabili: troverete lo stesso cartello con le stesse identiche proposte anche a Siviglia, Granada, Medina del Campo! All’epoca, nel 2003, ero ancora una pivella da questo punto di vista, la paella così confezionata costava poco ed era il prodotto tipico da mangiare: che delusione perciò quando abbiamo scoperto che non era una prerogativa del ristorantino (in Plaza Major) in cui avevamo mangiato, ma era un prodotto sul modello chef-express! Bisogna sempre stare attenti, se si vuole mangiare il prodotto tipico di qualità: costerà probabilmente un goccino in più, ma ne varrà sicuramente di più la pena.

giovedì, 04.03.10

LA RAMBLA DI BARCELLONA: IL RITROVO DEGLI ARTISTI DI STRADA

Ogni stagione è buona per visitare Barcellona. Basta andare in aeroporto, prendere uno dei voli per la capitale catalana, anche Ryanair, e via! Come vi ho già detto in altri post, di voli Barcellona ce n’è a tutte le ore e per tutte le occasioni. Per esempio: vi piacciono gli artisti di strada e volete vedere il luogo d’Europa dove se ne trovano di più? È proprio a Barcellona che dovete andare!

A Barcellona gli artisti di strada si ritrovano sulla Rambla, il lungo viale alberato che da Plaça de Catalunya arriva sino al Monument a Colom, la statua di Cristoforo Colombo che guarda verso il mare aperto. La Rambla, lunga arteria che divide i due quartieri del Raval e del Barri Gotic, è una splendida e piacevole passeggiata che dal centro nevralgico della città arriva fino al mare.

Passeggiando sotto i suoi alberi ombrosi, oppure sedendosi a prendere una bibita o una cerveza ad uno dei baretti che si affacciano lungo la via, non si può fare a meno di osservare, e di venire coinvolti dai singoli spettacoli degli artisti di strada. Sono tantissimi, e ognuno presenta le proprie peculiarità: ci sono le statue viventi, travestite nei modi più strani, più divertenti, con lo scopo di suscitare un sorriso e curiosità: i bambini in particolare rimangono affascinati da queste figure assolutamente immobili e truccatissime. Una fotografia ricordo è d’obbligo, a questo punto!

Ma non ci sono solo gli uomini-statua a rallegrare la Rambla: c’è chi canta, c’è chi suona, c’è chi dipinge, chi fa il mimo, il burattinaio e chi fa il giocoliere… la casistica è molto varia.

la rambla

Voglio ricordare due episodi che mi sono rimasti nel cuore lungo la Rambla: il primo risale a qualche annetto fa: eravamo a sorseggiare una birretta in uno dei locali lungo la Rambla. Davanti a noi scorreva la folla dei passanti. Tra di essi passeggiava un tipo strano, munito di bombetta, che faceva scherzi a chiunque, donne, uomini, bambini, anziani… a ciascuno di loro faceva una sorta di candid-camera: imitava la camminata strana di un ignaro signore, ne imitava un altro come se fosse l’ombra, faceva finta di voler mangiare il gelato ad un bimbo, abbaiava improvvisamente facendo trasalire la fanciullina distratta di turno, il tutto fra l’ilarità generale del pubblico seduto nel dehors del locale. Alla fine dell’improvvisato spettacolino il nostro “comico di strada” giustamente passava tra i tavoli a riscuotere il prezzo del biglietto.

L’altro episodio riguarda uno degli spettacoli dal vivo che io apprezzo di più gli spettacoli improvvisati cui può capitare di assistere, tra ovvero la breakdance in mezzo alla strada: in fondo, basta uno stereo e l’abbigliamento adatto. Quella volta lo spettacolino si era svolto in fondo alla Rambla, vicino al monumento a Cristoforo Colombo: un gruppo di ragazzi americani aveva letteralmente catalizzato l’attenzione dei passanti offrendo uno spettacolo di breakdance: evoluzioni in aria, velocità, ritmo e acrobazie: una meraviglia per gli occhi. C’era persino il presentatore, che chiedeva l’offerta, coinvolgeva le ragazzine, si esibiva con gli altri in qualche acrobatico salto mortale a suon di musica tecno.

break dance

Per concludere, gli artisti di strada si trovano dappertutto, non solo nelle grandi città ma ovunque ci sia da fare festa e ovunque ci sia tanta gente. A Barcellona, però, la loro presenza fa parte del carattere della città. Un’ulteriore conferma della poliedricità e dell’apertura della capitale catalana, capitale dei giovani e di chi ha voglia di mettersi in gioco.

giovedì, 25.02.10

DOVE MI PIACEREBBE VOLARE? A MADRID! Parte seconda

Scrivere il post su Madrid la settimana scorsa mi ha fatto venir voglia di riprendere in mano il vecchio diario di viaggio che avevo scritto durante l’Interrail. Era un bel diario: lo scrivevo di notte durante i nostri spostamenti da una città all’altra per catturare subito le impressioni della giornata prima di piombare nel sonno profondo della stanchezza. Una volta tornata a casa, avevo copiato quel diario su un bel quadernone, e l’avevo decorato con le fotografie scattate durante il viaggio, con le cartoline acquistate qua e là, con i biglietti del treno, degli autobus e dei musei, con gli scontrini dei locali dove ci fermavamo a mangiare, con le ricevute degli ostelli, con qualunque cosa di bidimensionale e cartaceo potesse essere funzionale a poter meglio conservare il ricordo negli anni a venire. In sostanza, senza neanche accorgermene, ho dato vita ad un carnet di viaggio sul modello di quelli, molto più artistici certo, di Stefano Faravelli, di cui ho parlato qui.

L’interrail all’epoca era il metodo più economico per viaggiare, soprattutto se si voleva attraversare in lungo e in largo l’Europa e si aveva un mese di tempo, e pochi euro, a disposizione. Oggi il costo della vita è drammaticamente aumentato (con i soldi spesi all’epoca in totale, meno di 600 euro tra biglietto, vitto e alloggio, oggi non riesco a pagare un affitto mensile!), così le spese, almeno per me. Per viaggiare a poco prezzo bisogna affidarsi perciò a voli low cost. Tornando a Madrid, voli low cost Madrid non mancano e persino Alitalia propone offerte degne di essere prese in considerazione.

Uno dei ricordi che ho di Madrid è Plaza Major. Ricordo che nel 2003 ero rimasta impressionata perché ogni città spagnola ha la sua Plaza Major, un po’ come da noi Piazza della Vittoria, per dirne una. Quello che non sapevo, è che la Plaza Major di Madrid è identica alla Plaza Major di Salamanca: non solo nel nome, ma addirittura nell’architettura!

A Puerta del Sol si trova il cosiddetto “km zero”: è il punto da cui partono tutte le strade per la Spagna. In Spagna quindi tutte le strade partono da Madrid, mentre in Italia tutte le strade portano a Roma…il concetto è lo stesso, anche se il punto di vista è differente.

km 0

E a proposito di strade che portano fuori da Madrid, alla stazione dei Bus Mendez Alvaro partono gli autobus per Toledo. Splendido borgo medievale, di esso avevo scritto le seguenti parole sul mio diario di viaggio durante l’inter rail: “…una bellissima cittadina dove il tempo si è fermato, dove nelle architetture di case e palazzi, dall’impronta islamica, prevale il color arancio dei mattoncini, che si integra perfettamente col colore bruciato delle colline circostanti, e con l’argilla che costituisce il suolo, di cui i mattoni stessi son fatti. Così questa città sembra scaturire dalla terra, sembra che si sia fatta da sola, non che qualcuno l’abbia costruita, ma sembra che l’architetto sia stato il vento…

alcazar toledo

giovedì, 18.02.10

DOVE MI PIACEREBBE VOLARE? A MADRID! Parte prima

Ultimamente mi è stato chiesto in quale città della Spagna mi piacerebbe andare. Io piuttosto ho risposto in quale città della Spagna mi piacerebbe tornare: Madrid.

Ero stata a Madrid in Interrail nel 2003, due giorni torridi ad agosto con 42° all’ombra. Non era effettivamente la condizione ideale per godersi la città, pertanto penso che varrebbe la pena tornarci, a distanza di qualche anno e con qualche km in giro per il mondo il più sulle spalle, magari in un’altra stagione. Mi sono quindi data da fare per raccapezzare qualche info utile per un viaggetto virtuale a Madrid, grazie anche all’aiuto di mia sorella, la quale è stata nella capitale spagnola poco prima di Natale. Ecco dunque una serie di appunti (li definirei così) su Madrid, messa insieme unendo i miei ricordi e i racconti di chi c’è stato di recente.

Innanzitutto, da buona capitale, Madrid è facilmente raggiungibile a prezzi contenuti: di offerte voli ce n’è finché vi pare; parecchi aerei con voli Madrid partono ogni giorno dagli aeroporti italiani, basta beccare l’offerta e la partenza più adatta a voi.

voli low cost madrid

Una volta arrivati a Madrid c’è solo l’imbarazzo della scelta quanto ad offerta culturale: il Museo del Prado è uno dei più importanti d’Europa, mentre il Reina Sofia è la famosa raccolta che ospita, tra gli altri, il celebre “Guernica” di Picasso. In entrambi i musei, così come al Palacio Real, il mercoledì l’ingresso è gratuito per tutti i cittadini della comunità europea; il Reina Sofia è gratis, poi, dalle 19 alle 21 tutte le sere: un happy hour al museo, in sostanza.

Vicino al Palazzo Reale si innalza il monumento a Velasquez, il celebre pittore autore de Las Meniñas, dipinto che si può ammirare al Prado. Non è l’unico capolavoro custodito al Prado: la collezione del museo infatti annovera 1200 opere che si collocano tra le chiavi di volta dell’arte occidentale: pittura spagnola dal 1100 al 1850, pittura francese dal ‘600 all’800, pittura fiamminga, tedesca, italiana dal 1300 al 1800. Ovviamente un’intera galleria è dedicata a Goya, l’autore, tra l’altro, de La Maya desnuda.

Vicino al Prado c’è poi il Parco del Retiro, semplicemente enorme. Qui i madrileni fanno jogging; i turisti possono invece fare un giro in battello oppure possono noleggiare una barca per un romantico tour a due (ricordate, San Valentino è appena passato, ma il romanticismo resta!): il prezzo è esiguo e se siete dei sentimentali ne vale la pena.

giovedì, 11.02.10

ITINERARI PER SAN VALENTINO IN EUROPA: ROMANTICA BARCELLONA

San Valentino ormai bussa alle nostre porte. Se volete approfittare dell’occasione per portare la vostra bella in una città europea, ma non vi va quella meta scontata di Parigi, potete orientarvi su un’altra città, bellissima e originale, almeno da questo punto di vista: chi di voi direbbe mai che Barcellona è una città romantica? Vi dimostrerò che vi sono ottimi spunti per trascorrere un romantico week-end nella capitale catalana.

Anche se siamo a ridosso, sicuramente potete trovare dei voli economici: di voli low cost Barcellona ce n’è finché si vuole. E anche un viaggio progettato all’ultimo minuto può risultare ben riuscito, se si parte col piede giusto, anzi col volo giusto.

 voli barcellona

Ed ecco la domanda fatidica: Barcellona è una città sufficientemente romantica per giovani coppie di innamorati? La risposta è sì. Ecco alcune idee per un week-end romantico nella città più magica del Sud della Spagna.

Innanzitutto, e partiamo alla grande, è d’obbligo passare qualche ora al Parc Guell: chi ha visto il film “L’appartamento spagnolo” ha ben presente la scena del lungo bacio sulla panchina della terrazza del parco. La panchina, che corre sinuosa lungo il bordo della terrazza panoramica, è tutta decorata con coloratissimi frammenti di ceramica dipinta, gli azulejos, e guarda verso la città, che si trova più in basso, e verso il mare. Lo sguardo spazia a perdita d’occhio; e se si contempla la vista abbracciati è meglio. La panchina, poi, invita a sedersi e a coccolarsi un po’: invita a fermarsi, a dedicarsi a colui, o colei, che ci interessa di più.

Altro parco degno di nota, nel quale passeggiare mano nella mano, è il Parc de la Ciutadella. Se a Parc Guell sembra di essere in un mondo fantastico, con foreste di pietra e il dragone nella fontana, qui sembra di entrare in una romantica fiaba. Anche nel Parc de la Ciutadella Gaudì ha messo lo zampino, ma qui, oltre alle opere del Modernismo, se siete una coppia che ama la natura, potete visitare il Parc Zoològic, altrimenti, se vi interessa solo ed esclusivamente godervi una giornata di pace e armonia, potete starvene sdraiati sulla sponda dell’Estany, il laghetto che attraversa il parco. Potete anche prendere una barchetta e navigare fino alla sponda nord, dove si trova la Cascada, immensa, spettacolare e molto molto bella.

Cercate un ristorantino per la cena? Vi consiglio innanzitutto di recarvi un po’ prima del tramonto, per godervi il quartiere alla luce, nel quartiere gotico. I suoi vicoli stretti e raccolti vi conquisteranno per tutta l’intimità che esprimono. Lungo la Rambla potete poi arrivare fino al mare e qui, ovvietà delle ovvietà, potrete godervi un bel tramonto mediterraneo!

Ma dicevamo la cena: ritornate, tanto è poco distante, nel Barri Gòtic. Qui cercate il ristorante Los Caracoles nel Carrer des Escudellers. L’ambiente lì per lì magari non vi sembrerà così romantico, ma vi basterà accomodarvi nella saletta sopra la cucina, un angolino appartato e molto intimo e gustare, come dessert, la crema catalana più grossa e deliziosa che abbiate mai visto!

E per concludere la serata in bellezza, andate a Montjuïc a godervi lo spettacolo della Font Màgica, una fontana che a partire dalle 19.00 (in inverno)  si anima di luci e colori dando vita a uno spettacolo davvero emozionante. Provare, anzi, guardare per credere!

E a tutti voi..buon San Valentino!

giovedì, 04.02.10

FARE SHOPPING A BARCELLONA

Se si pensa alle capitali europee dello shopping in genere viene in mente Parigi o Londra, dove addirittura si recano comitive dall’Italia per approfittare dei fenomenali saldi di stagione. Ma se per una volta si andasse a fare shopping a Barcellona? I voli per Barcellona lo consentono: voli a basso costo, ovviamente, sennò dov’è il vantaggio di andare a caccia di saldi all’estero?

Credo che ogni stile sia influenzato dal luogo in cui si forma: così l’english style è sobrio ed elegante, mentre quello di Barcellona è colorato e asimmetrico: dev’essere merito dell’eredità di Gaudì, infatti, se lo stile degli stilisti di Barcellona è così colorato, dinamico, irrazionale. Marchi come Custo e Desigual sono al momento i più copiati d’Europa ed hanno a Barcellona la loro casa di nascita.

gaudì

In giro per il centro della città si incontrano numerose boutiques dei due marchi, e nel grande centro commerciale del Port Vell, Maremagnum, troverete di che soddisfare la vostra voglia di shopping. E se proprio non volete spendere, nonostante i saldi, potete fare come me: arrivate a Barcellona con uno dei tanti voli Ryanair disponibili, quindi andate in uno dei tanti negozi del quartiere gotico; scoprirete che lo stile di Barcellona, stile che trovate nelle vetrate della Sagrada Familia, o nelle composizioni di azulejos della panchina di Parc Guell, e non solo, ma anche nell’opera astratta di Joan Mirò o nei bozzetti di Picasso, si ritrova non solo nei capi d’abbigliamento firmati Custo e Desigual, ma anche in anonimi e comunque splendidi abiti, gonne, magliette, che pur non avendo il marchio, e costando di meno, danno lo stesso effetto.

Tutto sta nel saper cercare e nel non accontentarsi, nel saper guardare e nel badare al risultato.

E già che siete volati a Barcellona, approfittatene per fare i turisti in città: non solo le vetrine dei negozi, ma anche le facciate dei palazzi, le architetture delle chiese e i musei d’arte vi attireranno come mosche sul miele!

Lo shopping può essere così una scusa per scoprire deliziosi angoli, vicoli, magici scorci in tutto quell’intrico di vie e palazzi antichi che va dalla Rambla alla Cattedrale gotica a Santa Maria del Mar, la “Cattedrale del Mare” resa ancor più celebre da Ildefonso Falcones. In questa maniera, in modo del tutto naturale, shopping e turismo culturale si fonderanno in un’esperienza indimenticabile.

venerdì, 28.11.08

Le vie più belle del mondo! 2- La Rambla, Barcellona

La Rambla è un caleidoscopio di colori e di immagini incredibile: è vivacissima per la gente che la frequenta, per i bar e i ristoranti che vi ospitano i dehors, per gli artisti di strada che si esibiscono...è davvero, semplicemente, incredibile.

Eppure basta infilarsi in una delle traverse a sinistra, ed ecco che il largo viale fa spazio alle viuzze strette del quartiere gotico, e il clamore della gente per strada si zittisce mentre si avanza tra negozietti, baretti e palazzi storici.

Sulla Rambla invece, tutto è rumore, tutto è festa! Puoi vedere di tutto: l'artista di strada travestito per farsi fare la foto, il clown che sfrutta te, ignaro passante, per far ridere altri passanti, i giovani che ballano break dance creando coreografie ed evoluzioni che lasciano senza fiato. Basta avere l'intuizione giusta e subito si forma intorno all'artista di turno un affollamento di curiosi. A Barcellona la gente non ha fretta, anche perché la maggior parte dei passanti è costituita da turisti, perciò è bello fermarsi a guardare ciascuno di questi originali personaggi.

la rambla

La Rambla è un viale, un lungo vialone pedonale. Nelle ore più affollate si fa fatica a camminare, tanta è la gente che lo percorre. Arriva fino al porto vecchio, dove la colonna con Cristoforo Colombo indica con la mano l'America. Pur non avendo monumenti modernisti che vi si affacciano, o palazzi gotici (cioè le architetture tipiche di Barcellona) è di gran lunga la via più affollata della città. E' una grande arteria che non si può non percorrere. Anche questo infatti, come le case moderniste o le chiese gotiche, è un monumento di Barcellona da vedere, anzi, da vivere.

venerdì, 15.02.08

Sagrada Famiglia: sarà mai finita?

La Sagrada Famiglia può essere considerata uno dei maggiori punti di interesse di Barcellona. Uno dei motivi è senza dubbio la spettacolare architettura fuori dagli schemi caratteristica del grande Gaudì ampiamente lodato in questo blog. Sicuramente la visita a questa spettacolare opera può essere definita “sui generis” poichè è tuttora in costruzione, ci sono transenne che limitano il passaggio dei turisti operai intenti nel lavorare su capitelli dalle forme antigeometriche. Questa atmosfera da un lato porta chi visita la chiesa in una realtà storica che spinge il turista al di là del suo ruolo di spettatore fancendolo sentiure parte viva della storia di una grande opera. A chi davanti a cattedrali come San Pietro o il Duomo di Firenze non è corso il pensiero di come dovessero essere durante la costruzione, delle persone che hanno visto realizzare queste opere? Subito l’idea affascina. Dall’altro lato sicuramente manca l’atmosfera religiosa che una cattedrale del genere potrebbe dare completata e che avrebbe voluto trasmettere il suo ideatore; gli operai, le impalcature e le transenne non aiutano a esaltare il misticismo che una tale opera dovrebbe trasmettere. Riguardo a questo argomento mi è capitato di discuterne con un catalano doc nato e cresciuto a Barcellona il quale sta dalla parte di chi sostiene che non sarà mai finita perchè sostiene che le persone sono più attirate all’opera incompiuta che alla chiesa pronta per le sue funzioni. Inoltre ho scoperto che i lavori della Sagrada Famiglia sono finanziati dai cittadini o da chi vuole partecipare ma non dallo stato. Ho saputo inoltre che le tempistiche dei lavori sono anche influenzati dalla presenza di più progetti da seguire, originale e non, il che complica la già complessa macchina dell’avanzamento lavori. Per concludere un pensiero personale alla creazione di una mente fantastica: credo che le creazioni raggiungano la loro massima espressione una volta completate, si dice che Gaudì gli ultimi anni della sua vita si fosse concentrato esclusivamente sulla Sagrada Famiglia dedicando tutto se stesso, già adesso si può intravedere parte del suo creato, ma credo che fino a che machi quella componente mistica di cui parlavo sopra, quest’opera d’arte non riuscirà mai a trasmettere ciò che voleva il suo creatore, come ad esempio riesce nella totalità casa Batllò.

sagrada familia

lunedì, 14.01.08

La Cattedrale del Mare

A buon diritto lo scrittore Ildefonso Falcones chiama Santa Maria del Mar Cattedrale: la chiesa gotica più bella di Barcellona è davvero imponente, e per lungo tempo è stata la chiesa del Popolo. Il più fulgido esempio di stile gotico catalano si presenta ai nostri occhi, stagliandosi nella luce della sua piazzetta, dallo sbucare di un vicoletto della Ribera: il contrasto tra il buio del vicolo e la luce della seppur piccola piazzetta antistante la chiesa è già di per sé spettacolare e rende l’idea dell’aura di sacralità che nel Medioevo avvolgeva questa zona. Dietro l’abside si apre invece Passeig del Born, che nel Medioevo ospitava tornei o feste popolari, e il Carrer de Montcada, dove oggi sorge il Museu Picasso e dove Ildefonso Falcones fa vivere il protagonista del suo romanzo, che nasce, cresce e vive sempre all’ombra della Cattedrale del Mare.

santa maria del mar

La cattedrale è splendida, illuminata, regale e imponente, non appare fredda come le chiese gotiche europee, perché la versione catalana dello stile gotico tende ad addolcire e ad armonizzare le forme, a rendere il tutto meno “claustrofobico”. Esprime una grande sacralità, e non è difficile credere che l’uomo che nel Medioevo entrava al suo interno ne rimaneva affascinato; ancora di più chi vedeva crescere giorno dopo giorno, pietra dopo pietra, questa chiesa voluta dal popolo e dal popolo eretta, con la devozione, il sudore della fronte e i sacrifici della povera gente. Santa Maria del Mar è la chiesa del popolo contrapposta alla cattedrale, chiesa dei ricchi. Il sentimento popolare ben espresso da Falcones nel suo romanzo medievale lo si può ben intendere ancora oggi, ammirando le volte, le navate, le vetrate. Così anche noi oggi siamo affascinati, tanto quanto allora, da questo splendido gioiello, e grazie al romanzo di Falcones possiamo ancora di più apprezzarne la bellezza, perché riusciamo a capire, passeggiando tra i pilastri e le cappelle laterali, tutto il lavoro che c’è stato dietro, tutta la passione, l’impegno, lo studio di coloro che l’hanno voluta, progettata e costruita, e i cui risultati si leggono benissimo ancora oggi.

martedì, 20.11.07

la "Ruta del Modernisme": un percorso nell'architettura di Barcellona

Barcellona senza Gaudì sarebbe una città come tante. Ma Barcellona non è solo Gaudì. Gaudì non è stato il solo architetto, infatti, a dare una sua precisa identità alla città a cavallo del ‘900, ma insieme ad altri è stato fautore del Modernisme, la risposta catalana all’Art Nouveau che all’epoca stava invadendo l’Europa.

Gaudì,m Puig i Cadafalch e Domenech i Montaner sono i tre principali esponenti del Modernisme, coloro che hanno dato a Barcellona quell’impronta che l’ha resa celebre e così particolare in tutto il mondo.

Passeggiando lungo il Passeig de Gracia, sul quale si affacciano alcune delle case moderniste più importanti, persino le piastrelle della pavimentazione dei marciapiedi, decorate a motivi marini, ci indicano che stiamo percorrendo la “Ruta del Modernisme”. Gli edifici modernisti che si presentano ai nostri occhi sono eccentrici e stupefacenti, sembrano catapultati in città da chissà quale pianeta, da chissà quale mondo favoloso. Lungo il Passeig de Gracia, per cominciare, abbiamo in un solo isolato tre esempi, contigui tra loro, dei tre architetti modernisti: Casa Batllò di Gaudì, Casa Amatllér di Puig i Cadafalch e Casa Lléo Morera di Domenech i Montaner. Tre architetti, tre edifici, tre modi totalmente diversi, per non dire opposti, di esprimere il Modernismo.

tetto casa batllò

Casa Batllò si presenta con una facciata su cui sembrano aprirsi tante caverne in pietra fusa, con i balconi che somigliano a dentature di animali mostruosi ed è tutta studiata per linee ondulate. Non esiste la linea retta per Gaudì. Ben diversa è l’adiacente Casa Amatllér, dove la linea retta, l’angolo, prevale,tanto che la facciata culmina in un frontone che richiama le case di Amsterdam. Ancora diversa Casa Lléo Morera, la cui facciata, che ha molti spunti gotici, è piacevole per le eleganti merlature e per i balconi sporgenti. Di tutte e tre è quella che passa più inosservata, che più si fonde col resto della città, mentre Casa Amatllér risalta per la sua originalità e risalterebbe ancora di più se non fosse surclassata dall’esuberanza di Casa Batllò.

casa amatllèr

Non sono solo questi i soli edifici modernisti presenti in città: sulla Rambla c’è Palau Güell, una delle prime commissioni di Gaudì, in cui però già si comincia  a vedere il suo stile, ad esempio nei pinnacoli del tetto. C’è poi la Pedrera, sempre di Gaudì, un ulteriore inno alla linea curva, alla pietra e al ferro battuto, materiale questo, che viene in voga proprio grazie  ai modernisti, e il cui tetto, ricco di comignoli ondulati e paffuti, è una splendida terrazza sulla città. Poco distante dalla Pedrera c’è Casa Les Punxes, che Puig i Cadafalch realizza con 6 torrette sormontate da forme coniche, tanto che la casa sembra un palazzo signorile del Nord Europa, o un castello della Loira, trapiantato in centro a Barcellona.

 casa les punxes casa batllò

Modernista è anche la facciata del Palau della Musica Catalana di Domenech i Montaner, semplicemente esagerata nei colori, nelle decorazioni, una stravagante celebrazione delle arti decorative come neanche Gaudì, forse, seppe esprimere.

Altri e tanti sono gli esempi di Modernismo a Barcellona, e le due opere di architettura e urbanistica per cui Barcellona è conosciuta in tutto il mondo, ovvero la Sagrada Familia e Park Güell, sono ulteriori esempi di arte modernista.

Il modernismo è ciò che distingue Barcellona dal resto del mondo. Alla fin fine i principi su cui si basa non sono poi così strani: è la natura la principale fonte di ispirazione, insieme alla cultura spagnola di matrice gotica e islamica. Facendo rivivere la figura dell’artigiano, gli architetti modernisti usano materiali semplici, come il mattone, il ferro battuto, la ceramica. Ed è proprio la ceramica che consente ai modernisti soluzioni insperate e sperimentazioni di forme e colori mai pensate prima. Gli architetti modernisti, grandi innovatori e sperimentatori, non ebbero paura di imporre le loro intuizioni e, soprattutto, e questa fu la loro fortuna, trovarono terreno fertile per far attechire i loro progetti e una risposta entusiasta dalle famiglie facoltose della città, da quei ricchi committenti che ora legano indissolubilmente il loro nome a quello di queste grandi opere che sono a buon diritto entrate nella Storia dell’Architettura.   

Articoli vecchi:

06.11.2007

14.10.2007