I viaggi di Marina e Lorenzo
martedì, 02.03.10
La SCUOLA di CARNET di VIAGGIO di Stefano Faravelli apre i battenti
Se solo sapessi usare gli acquerelli o quantomeno disegnare decentemente non avrei dubbi, e quest'estate parteciperei alla Prima edizione della Scuola di Carnet di Viaggio di Stefano Faravelli. Si svolgerà a Riomaggiore, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre dal 27 luglio al 1 agosto 2010. Quale migliore cornice per cimentarsi con l'arte e la natura?
Ma di cosa si tratta? in sostanza è "una scuola en plein air di disegno e acquerello (e scrittura, collage...) per risvegliare e nutrire sensibilità paesaggistiche e sensoriali, in risonanza con una delle più belle terre d'Italia e del Mediterraneo."
Il corso è a numero limitato: solo 10 fortunati, desiderosi di imparare a realizzare un carnet, o appassionati del genere, si potranno confrontare col loro maestro, Stefano Faravelli.
Per informazioni, programma e iscrizioni: http://www.scuoladelviaggio.it/scuolacarnet_ita.htm
Più e più volte vi ho detto quanto mi piacciono i carnet di viaggio, di Stefano Faravelli e non solo, e io stessa sono convinta di aver realizzato, col mio diario di bordo dell'interrail un carnet di viaggio sui generis, privo di disegni, ma ricco di immagini e di collages. Per questo voglio pubblicizzare questa Scuola, perché ritengo che chi ha le capacità artistiche (delle quali sono ahimè carente) è bene che possa essere indirizzato ad usarle. E cosa c'è di più bello che fissare in un'immagine, in un acquerello, uno splendido paesaggio o l'impressione di un incontro?
martedì, 23.02.10
Viaggimarilore nel mondo e...viceversa!
Questo è un messaggio autopromozionale!
Come ogni anno, mi piace autocelebrarmi e celebrare questo blog pubblicando l'immagine di clustrmaps e le statistiche relative.
Ecco chi si è affacciato su Viaggimarilore nel corso del 2009, da febbraio a febbraio:

Tra le nazioni del mondo che in questo 2009 sono venute a trovarci segnalo in Europa Macedonia, Montenegro, Islanda e Lettonia, nel continente americano Barbados e Panama, in Africa Etiopia, Costa d'Avorio e Nigeria, in Medio Oriente Qatar e gli Emirati Arabi, in AsiaTaiwan e le Filippine. Questi sono solo alcuni tra gli stati più "inconsueti" che sono apparsi nelle nostre statistiche, mentre ci vantiamo esageratamente dei nostri più di mille contatti negli USA: forse l'effetto New York è stato essenziale. Non ci lamentiamo neanche della presenza del Brasile e dell'Australia.
Per l'anno prossimo puntiamo a conquistare l'India, che per ora ci è sempre sfuggita, e a recuperare le Hawaii e il Sudafrica, che l'anno scorso avevamo toccato; a proposito dell'Africa, però, c'è da dire che quest'anno abbiamo toccato nuovi stati e in generale abbiamo decisamente aumentato il numero delle visite annuali e quindi delle presenze straniere sul nostro blog.
Insomma, un altro anno pieno di soddisfazioni. Se cresciamo è grazie a tutti voi che ci venite a trovare. Se poi vi siamo utili...beh, che dire, allora abbiamo raggiunto il nostro scopo.
Buoni viaggi con Viaggimarilore!!!!
domenica, 14.02.10
SAN VALENTINO: UNA CARRELLATA DI AMORE NELL’ARTE!
Quanto amore c’è nell’arte di tutti i tempi!
Per festeggiare degnamente il San Valentino 2010 vi propongo un itinerario virtuale attraverso i musei d’Europa all’interno dei quali è possibile ammirare meravigliose opere d’arte che hanno per tema, o per effetto, l’amore.
Se non avete obiezioni, andiamo in ordine cronologico, ok?
Cominciamo con gli Egizi: al Louvre, una statuetta che risale al 2350 a.C. raffigura l’ispettore degli scribi Reherka con sua moglie Meresankh: già allora il vincolo matrimoniale era così forte da volere una rappresentazione che potesse accompagnare i defunti nell’Oltretomba.
Gli Etruschi amavano farsi rappresentare, marito e moglie, insieme sul loro sarcofago: un modo per eternare il loro legame nella vita dopo la morte, semisdraiati su un letto, ritratti come se stessero banchettando. In Italia potete vedere un Sarcofago degli Sposi al Museo di Villa Giulia, mentre un analogo sarcofago lo trovate al museo del Louvre.

Pompei è famosa in tutto il mondo perché l’eruzione del Vesuvio ha preservato da un lato l’intera città e le case, dall’altro addirittura le pitture murali dipinte sulle pareti di edifici privati e pubblici. A Pompei a giorni dovrebbe essere possibile visitare la Casa dei Casti Amanti, ma qualora fosse ancora chiusa potete comunque “ripiegare” sul Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove c’è l’intera collezione “erotica” costituita dalle famose pitture murarie di Pompei a soggetto erotico.

A Firenze, in una traversa di via del Corso si trova la piccola chiesa nella quale la tradizione vuole che Dante abbia conosciuto Beatrice: tanto gentil e tanto onesta pare/ la donna mia quand'ella altrui saluta/ ch'ogni lingua devien tremando muta/ e li occhi non l'ardiscon di guardare...
A Mantova, a Castello San Giorgio, è possibile visitare la famosissima Camera degli Sposi dipinta da Mantegna, mentre alla National Gallery di Londra potete ammirare due opere completamente diverse, ma ugualmente in qualche modo legate all’amore: una è l’Allegoria dell’amore e del tempo del Bronzino; l’altro è I coniugi Arnolfini, di Van Eyck: non è esattamente un dipinto romantico, ma i due personaggi, marito e moglie, sono ritratti nell’intimità della loro casa, e la moglie esibisce un bel pancione, il frutto della loro unione coniugale.
Non si può lasciare da parte l'Amore nel mito. Basti pensare a tutta la mitologia greca, primi fra tutti gli amori di Zeus, per capire quanto l'amore sia presente nell'arte di tutti i tempi. Tra gli amori di Zeus, vi segnalo il dipinto Giove e Callisto di Rubens, del 1613, allo Staatliche Museen di Kassel.
Quello di Amore e Psiche è un tema caro alla scultura di tutti i tempi. L’opera più bella, è senz’altro quella scolpita da Canova nel 1788 ed esposta al Louvre.
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Ma è dall’Ottocento in avanti che l’amore come soggetto artistico prende il sopravvento: prima infatti, nel Medioevo e nel Rinascimento è troppo forte il tema sacro, dato che la committenza solitamente è religiosa oppure vuole comunque soggetti religiosi. Dal Romanticismo in avanti, invece, l’amore esplode come soggetto artistico.
A Milano, alla Pinacoteca di Brera, è esposto Il Bacio di Francesco Hayez, del 1859, struggente momento dell’addio all’amata in perfetto stile romantico. Più tardi Klimt rappresenterà il suo, di bacio, nel 1907-1908, oggi esposto all’ Österreichische Galerie Belvedere di Vienna, uno dei baci più famosi al mondo, mentre Rodin si lascia ispirare dal tema amoroso per la realizzazione di alcune sue sculture tra cui un altro “bacio”, del 1888-1889, esposto a Parigi, al Musée Rodin.

Vi è poi tutta la serie degli amori celebri: Gaetano Previati dipinge il suo Paolo e Francesca (Accademia Carrara di Belle Arti a Bergamo) e il bacio tra Romeo e Giulietta (che è stato la locandina della mostra Baci Rubati conclusasi ahimè recentemente a Urbino).
Questa è solo una rapida carrellata, una raccolta di appunti che non ha assolutamente pretese di completezza. Anzi, se avete qualche altra opera d'arte di tutti i tempi da suggerirmi, vi prego di segnalarmela.
E di nuovo, a voi tutti, buon San Valentino!
giovedì, 31.12.09
Buon anno a tutti i viaggiatori!
VIAGGIMARILORE augura a tutti i suoi lettori un 2010 pieno di viaggi, di percorsi e di itinerari..di esperienze, insomma, che possano arricchire il vostro bagaglio anche semplicemente uscendo di casa e andando poco oltre i consueti tragitti...

Il 2010, salvo imprevisti, non sarà per noi un anno di grandi viaggi, intendendo per viaggi esperienze all'estero o chissà dove: sarà piuttosto un anno di riflessione e di studio. Ci prendiamo, in sostanza, un anno sabbatico in cui poter meglio elaborare e decidere le tappe dei nostri prossimi spostamenti; abbiamo grandi progetti per il futuro...
Intanto continueremo, comunque, a parlare del nostro territorio, l'Italia, a esplorarne alcuni angoli nascosti e sconosciuti ai più perché abbiamo la convinzione che è bello viaggiare e uscire dal proprio ambiente, ma alle volte il viaggio è anche fare una passeggiata nell'entroterra, un giro per le colline che circondano la città, una gita fuoriporta, una visita ad un museo o ad una mostra che ci ispira...
Inoltre continueremo a fornire informazioni sui vari Paesi in cui siamo stati, sulle ricorrenze, sulle usanze o sulle curiosità. Se qualcuno di voi ha domande in particolare, non esiti a chiedere, saremo ben lieti di offrirvi il nostro aiuto e la nostra esperienza.
Purtroppo abbiamo preferito chiudere il forum dopo un'invasione di messaggi spam che ci ha infestato le discussioni e contro la quale non abbiamo trovato soluzioni. Ma anche senza forum sono sicura che non mancheranno occasioni di scambio di opinioni e di esperienze, come del resto già succede.
Chiudo l'ultimo post dell'anno augurando a tutti voi uno splendido e spumeggiante 2010!
giovedì, 17.12.09
NATALE 2009: idee regalo per noi amanti dei viaggi
Regali di Natale: più sono utili più sono graditi. Ma se all’utile si unisce anche un pizzico di originalità il risultato è garantito! Quest’anno, come al solito in questo periodo, mi ritrovo a girare per i negozi del centro senza un euro in tasca, perciò con la volontà di, se proprio devo, comprare qualcosa che costi poco. O che sia veramente utile. O entrambe le cose.
Mi guardo intorno e vedo che a ben vedere si possono trovare un sacco di idee regalo per chi ama i viaggi! Direi anzi che tutto ciò che starà sotto il mio albero di Natale quest’anno sarà “tematico”, in qualche misura legato, cioè, ai viaggi e a tutto ciò che ruota intorno ad essi.
Ecco perciò una piccola lista di idee regalo per chi ama viaggiare:
1- Innanzitutto il calendario: ho scovato il calendario 12 mesi da muro de le Formiche di Fabio Vettori. Fabio Vettori è il disegnatore delle formichine che da anni popolano il merchandising scolastico di generazioni di studenti. Il calendario che abbiamo scovato per il 2010, guarda un po’, è dedicato ai viaggi. Ai grandi viaggi, Marco Polo, Cristoforo Colombo, il primo uomo, pardon, la prima formica sulla Luna, Alice nel Paese delle meraviglie … perché, come dice Vettori, “Tutti noi siamo, da sempre, affascinati dai viaggi (…) La vita stessa è un lungo e fantastico viaggio verso la propria meta…”. Le vignette dei mesi sono bellissime, allegre e colorate, il calendario ideale per augurare un anno di viaggi! (€ 10.00)
2- Passiamo ai libri: dedicato alle donne (ma forse non solo) è The Little Pink Book Donne con la valigia di Marina Misiti, la mitica creatrice dell’omonimo Blogzine Donne con la valigia. Perché una valigia fatta bene è il punto di partenza e il necessario presupposto per un buon viaggio! Dopo Natale (il tempo di leggerlo e, perché no, di applicarne i principi) arriverà una mia recensione in merito. (€ 8.50)
3- Per gli amanti della fotografia, invece, la National Geographic ha creato la Guida alla fotografia di paesaggio, cui ho già accennato qui e qui, e cui dedicherò una recensione più in là (dopo che l’avrò studiato ampiamente): un’ottima guida per chi vuole trarre il massimo dai propri scatti quando va in vacanza senza necessariamente essere un fotografo professionista. Utilissima a chi è amante del genere. (€ 18.00)
4- Gli amanti della fotografia di cui sopra magari hanno piacere, mentre scattano la foto al paesaggio più suggestivo del mondo, di stamparla immediatamente! Ecco che per loro esiste la Polaroid PoGo, una stampante tascabile immediata che con effetto Polaroid, appunto, stampa sul momento la foto che è stata appena scattata con la fotocamera (mediante collegamento USB) o con il telefonino (mediante blutooth). Geniale, è il gadget ideale non solo quando si viaggia, ma anche se si festeggia il capodanno da amici. (€ 49.00)

5- Torniamo all’universo femminile: quando si viaggia, noi donne spesso ci poniamo due ordini di problemi: 1) viaggiare comode, con le giuste calzature; 2) infilare le suddette calzature in valigia! Per risolvere questo problema sono state inventate le Tipsy Feet, ballerine pieghevoli che possono viaggiare in valigia nell’apposita trousse salva-spazio in coordinato, e indossate risultano senz’altro comodissime alle amanti della ballerina ad ogni costo! (€ 27.00)
Queste sono alcune proposte per il Natale 2009: non si tratta di idee eccessivamente costose, ma sicuramente, almeno in qualche caso, originali! Spero di avervi dato qualche idea! Ah, per inciso, le prime 4 proposte saranno altrettanti pacchetti sotto il mio albero di Natale…
lunedì, 14.12.09
COME SI FOTOGRAFA UN PAESAGGIO? - 1
“Le fotografie di buona qualità celebrano la gloriosa diversità del nostro pianeta.” Così inizia la Guida completa alla fotografia di paesaggio edita dal National Geographic. Ho deciso che questa, che diventerà la mia “bibbia”, sarà il regalo che mi farò per Natale quest’anno. Per noi che amiamo viaggiare, e che poi amiamo condividere le nostre impressioni ed esperienze di viaggio col resto del mondo, è importante saper fare delle buone foto, che sappiano trasmettere quelle stesse emozioni che abbiamo provato e che vogliamo trasmettere. La fotografia di paesaggio, ho sperimentato sulla mia pelle, non è così scontata come si potrebbe pensare. Anch’essa, come per tutti gli altri tipi di fotografia, è una forma d’arte. Io l’ho sempre detto: mi piace fotografare, e fare tante foto, perché non so disegnare. Così l’avvento della fotocamera digitale, con i suoi scatti quasi illimitati, è stata una rivelazione e una liberazione per me per due motivi: innanzitutto perché ora posso vedere l’anteprima della foto che ho scattato, e posso giudicare se tenerla per buona o farne un’altra, secondariamente perché scatti illimitati mi consentono di fotografare un soggetto da infiniti punti di vista, più vicino, più lontano, più a destra, più a sinistra, più in alto, più in basso, più ruotato …
Condivido appieno perciò ciò che dice, nella sua introduzione teorica, la Guida del National Geographic: “Le immagini che scattiamo durante un viaggio evocano i ricordi dei luoghi che abbiamo visitato. Quando poi rivediamo le nostre foto, queste non richiamano alla mente solo la scena, ma anche tutte le sensazioni che abbiamo provato in quel momento”. Ma per poter ottenere quest’effetto non basta semplicemente dire “uh, bello”, fare click e scattare. Bisogna fermarsi a riflettere un attimo su quello che vogliamo trasmettere con la nostra foto. Perché se il paesaggio ci ha colpito un motivo ci sarà, e sarà bene poterlo ricordare quando vedremo quello stesso paesaggio in fotografia. Quante volte capita di dire “Boh, chissà perché ho fatto questa foto”, oppure “Questa me la potevo risparmiare”, o ancora “Questa non è venuta come volevo”. Vedere e pensare, questi sono i due ingredienti fondamentali per fare una bella foto di paesaggio:“Per fare delle buone fotografie paesaggistiche è fondamentale non tanto l’apparecchio che si usa, quanto il modo in cui si pensa e si guarda.”
(...to be continued...)
lunedì, 07.12.09
Visitare virtualmente Pompei? Si può, grazie a Street View
Mi sono imbattuta quasi per caso in questa meravigliosa possibilità: visitare Pompei, uno dei più importanti parchi archeologici d'Italia, se non il più importante, comodamente seduti davanti al computer. Grazie a Street View, di Google, è possibile.
Già qualche tempo fa avevo parlato di Street View, quand'era ancora ad una fase embrionale. Ora il sistema è sviluppatissimo, di giorno in giorno sempre nuove città, nuovi luoghi del mondo sono completamente mappati, fotografati centimetro dopo centimetro, per consentire a chiunque lo voglia di visitare virtualmente luoghi d'Italia e del mondo che più ci aggradano, ci incuriosiscono, ci interessa conoscere.
Sulla pagina di Pompei, ad esempio, lo schermo è diviso in due: sopra c'è l'itinerario di street view, con le freccine che si muovono passo dopo passo, mentre in basso c'è la vista da foto aerea, con la posizione, passo dopo passo, del nostro occhio in street view. Vogliamo abbandonare l'area del foro e addentrarci in Via dell'Abbondanza? Detto fatto! Vogliamo lasciare Via dell'Abbondanza e andare verso il teatro? Basta volerlo ed è subito fatto.
Un bel tour virtuale, non c'è che dire! Certo, non sostituisce la visione dal vivo, ma è comunque un'interessante iniziativa e possibilità, avere l'opportunità di addentrarsi virtualmente in un sito, in una città o in una località in cui momentaneamente non si può andare. E' giusto che chi non si può permettere di viaggiare possa comunque avere la possibilità di vedere il luogo del mondo che più gli aggrada, visitandolo proprio come se stesse camminando con i propri piedi e stesse guardando con i propri occhi.
mercoledì, 02.12.09
RITORNA L'INVERNO, E' TEMPO DI TE'. GIRO NEL (MIO) MONDO DEL TE'
Negli ultimi giorni l’Italia è stata stretta nella morsa del maltempo. Piove, cominciano a scendere le prime nevi, arriva il freddo, chi può accende il camino e chi non può, più prosaicamente, accende il termosifone. In sostanza, quindi, torna, come ogni anno a quest'epoca, un'esigenza: la pausa del té. Rito che non è assolutamente italiano, ma che dalla Cina e dall'India, nonché dal Giappone, è arrivato in Europa per il tramite dell'Inghilterra, oggi il té è decisamente apprezzato anche da noi. Sale da té, negozi specializzati, bar, molti offrono il ristoro di una tazza fumante. Ma per chi ama il té, come me, per chi, come me, ama sperimentare, non c'è niente di meglio, quando si va all'estero, di provare il té che all'estero viene bevuto, che si tratti di una nazione in cui la tradizione del tea-time è forte, come Gran Bretagna e Giordania, oppure di uno stato in cui il té è arrivato tardi e non esiste una forte tradizione, come la Francia o la Germania, o gli USA.
Voglio cercare di spiegare qui come il té viene percepito e consumato nei paesi esteri in cui io e Lorenzo ci siamo recati, per quello che ho potuto capire.
Cominciamo dalla Gran Bretagna, ovviamente. Del té a Londra ho già parlato qui, e nel diario ho raccontato la nostra disavventura nel tentativo, fallito, di trovare il Brahma Museum of tea and coffe. A Londra la Twinings la fa da padrona, il suo negozietto sullo Strand è la mecca per gli amanti del genere.

Visitando il negozio Twinings, ma anche facendo un giro in un supermercato di Earl's Court, mi sono resa conto che “Paese che vai Twinings che trovi”, ovvero che non tutte le produzioni Twinings raggiungono l'Italia. Il che è un peccato perché io ora dove me lo procuro il té bianco al melograno? Da Harrod's, ad un prezzo più elevato, si può acquistare invece qualcosa dell'omonima collezione, che consta ovviamente del classico English Breakfast e dell'Earl Grey, ma anche di un vasto assortimento di infusi profumatissimi ed esotici. A Londra, e quindi in tutta la Gran Bretagna, il té è tra le bevande più consumate, forse addirittura supera l'acqua e la birra, e non è strano, perciò, trovarlo nei negozi di souvenir accanto alle cartoline! Ovviamente ho comprato anche quello...
Passiamo alla Francia. A Parigi sono stata in due splendide sale da té, di cui ho parlato qui. Una, di tradizione araba, è splendida per il té alla menta, il té tipico in Medio Oriente e nell'Africa mediterranea. Si trova nel quartiere latino, splendidamente arredata, tanto che l'atmosfera arabeggiante di ori sete e specchi è affascinante. Per soli 2 euro un bicchiere di puro piacere, zuccherato e delizioso. L'altra sala è di tradizione decisamente europea. E' il Salon de thè des Frères Mariage. A Parigi ha 3 sedi, e io conosco solo quella del Marais.
Ambiente sofisticato, con i camerieri in livrea, servizio ottimo, e chiaramente costoso, dove una tazza di tè giallo, il più pregiato, costa la bellezza di 37 euro. Di un posto così non si può non innamorarsi! Attiguo alla sala è un negozietto in cui si può acquistare tutto il té che si vuole, tra gli ottimi blend sulla carta o i classici e puri té direttamente importati da India, Ceylon, Cina e Giappone.
La Germania non mi ha offerto particolari attrattive, ma solo qualche suggestione: ai tedeschi piace dolce: blend dolcissimi in cui la fanno da padrone la ciliegia, i frutti rossi, la vaniglia...tutti profumi dolcissimi, sia che si tratti di infusi sia che abbiamo davanti un rooibos (ndr: arbusto sudafricano da cui si ricava una bevanda utilizzata per infusioni ma senza teina) o un altro tipo di té nero. Il mercatino di Natale di Monaco, poi, è l’occasione per provare blend ancora più speziati e avvolgenti.
Spagna e Malta al momento non pervenute.
La Giordania mi ha regalato delle soddisfazioni. Come ogni paese arabo che si rispetti, la cultura del té è molto diffusa. Spesso nelle aree turistiche e di ristoro si trova qualche ragazzetto che per un dinaro ti versa un bicchiere fumante di té alla menta o alla salvia. La tradizione beduina detta che in ogni tenda nera ci sia un focolare su cui sta a bollire il té per gli ospiti. Ciononostante la Lipton è giunta fin qui e la sua pubblicità fa mostra di sé per le strade di Amman.
New York, infine. Se volete qualcosa di innovativo andate a Chinatown e chiedete il Bubble Tea, un té freddo addizionato con perle gelatinose di tapioca. Sensazione strana ma piacevole, nel momento in cui si beve, e soprattutto la certezza di stare provando una cosa che solo pochi dei milioni di turisti a New York ogni anno provano!
L'unico neo di Chinatown è stato per me la delusione nello scoprire che il té cinese comprato in un negozio del quartiere in realtà è confezionato a Los Angeles. Per una volta che il made in China poteva essere una garanzia di qualità...
Quanto al resto ho sperimentato solo una volta una cerimonia del té cinese, a Higan, Abano Terme, nel 2007, e una cerimonia per la preparazione del té giapponese Matcha a Genova. La cerimonia di Higan era stata molto suggestiva, con un vero maestro del té che per un'oretta ci ha trasportato in Cina, a preparare il té Oolong in quella piccolissima teiera e a berlo in quelle ancor più piccole tazze...La cerimonia del té matcha è stata invece un bell'avvicinamento ad un aspetto della cultura giapponese, certo, ma mutuato da un giapponese che ormai da molto tempo si è occidentalizzato ed ha cercato di fondere i vari aspetti contrastanti di due culture, giapponese ed europea, per molti versi contrastanti tra loro.
venerdì, 27.11.09
50MILA volte GRAZIE!!!!!
GRAZIE A TUTTI I 50MILA CONTATTI CHE VIAGGIMARILORE HA TOTALIZZATO DALLA SUA NASCITA!
In questi anni ne abbiamo fatto di strada, e non solo per le vie dell'Europa e del mondo, ma anche nel web!
Dalle limitatissime categorie di argomenti che avevamo nel 2006, quando siamo partiti, ora i contenuti sono migliorati, sia come qualità, spero, che come quantità.
E' tanto il riscontro di pubblico che abbiamo, ci fa piacere sapere che a qualcuno di voi tutti siamo in qualche modo utili. Bene, per il futuro continueremo così, su questo cammino, a proporvi i nostri itinerari di viaggio (che ahimè ora diminuiranno un po') e le nostre impressioni, i nostri consigli e quant'altro ci passerà per la testa che abbia a che fare con tutto quello che per noi significa viaggiare e girare il mondo, nonché la nostra piccola grande Italia. Già, l'Italia, perché non dimentichiamo che anche senza allontanarci troppo possiamo godere di spettacoli meravigliosi della natura e dell'opera dell'uomo. Forse viaggiare all'estero porta a capire che anche a casa nostra si possono vedere cose stupende e si possono riportare interessanti e stimolanti impressioni di viaggio.

Ma torniamo a noi. Ancora grazie grazie e grazie! Grazie per 50mila volte a ciascuno dei 50mila contatti che abbiamo totalizzato in questi anni. GRAZIE GRAZIE GRAZIE!
martedì, 18.08.09
L'INTERVISTA: è difficile progettare una vacanza?
E' seduto qui davanti a me. Sul tavolo è distesa una cartina della Val 'Aosta più grande della Val d'Aosta stessa, dall'altro lato c'è il pc connesso a internet; non manca la guida, che è consultata freneticamente, e il gps, per calcolare distanze, chilometraggio e tempi di percorrenza.
Lorenzo fa la spola tra tutte queste cose, necessarie e fondamentali: la matita in mano, segna su un foglietto volante alcune note, oppure sottolinea sulla guida le tappe fondamentali del viaggio.

Siccome capita raramente di essere insieme mentre progetta un viaggio, questa volta ho la possibilità di osservarlo all'opera. Con l'occasione, ne approfitto per fargli una piccola intervistina, per chiedergli le linee base per organizzare un viaggio. Chissà, potrebbe essere utile anche a voi!
D: Quali sono i vantaggi di un viaggio organizzato rispetto ad un viaggio alla ventura?
R: Organizzare un viaggio è un modo per non avere imprevisti. Se non studi, se non ti documenti, non sai quello che trovi e che ti puoi perdere, mentre se studi e ti organizzi riesci a renderti conto delle cose e a sistemarle in un itinerario efficace.
D: Quali sono gli step fondamentali per una buona progettazione del viaggio? Di che cosa non si può fare a meno?
R: Documentarsi. Innanzitutto documentarsi, guardando internet, foto, leggendo guide - possibilmente guide di cui ti fidi, con cui ti sei trovato bene in altre occasioni. Anche raccogliere in giro informazioni da conoscenti e amici è utile per avere dritte su qualche posto che loro hanno scoperto. Anche qui il passaparola è fondamentale.
Dopo la prima fase di studio inizio a buttare giù un'idea di itinerario. Itinerari se ne possono fare diversi: Itinerante = lungo un tragitto ti muovi a serpentone andando a scoprire le cose dislocate lungo il percorso; a zone = stando in un posto analizzi bene e visiti la zona circostante. Un esempio del primo tipo è stato il nostro tour della Sicilia, mentre un itinerario "a zone" è stato senz'altro quello seguito a New York.
D: Ormai sono parecchi anni che organizzi i viaggi di Viaggimarilore. Qual è stato quello che ti ha dato maggiore difficoltà? Quello che secondo te è riuscito meglio?
R: Non c'è un viaggio che mi abbia dato maggior soddisfazione degli altri, perché ho bellissimi ricordi dal viaggio più semplice al più complesso.Forse l'unico viaggio di cui non sono stato contento è Londra, ma non del tutto per colpa mia! (leggete il diario di Londra e capirete...N.d.R.). Ciò che avremmo potuto aggiungere alla Sicilia e a Malta all'epoca di quei viaggi non ce lo potevamo permettere, per cui anche per quelli non ho da rimproverarmi nulla. Ultimamente faccio più fatica ad organizzare, in termini di tempo e concetrazione, ma non vuol dire che non riesca nell'impresa! E comunque sì, New York è il viaggio che mi ha dato più problemi: distanze troppo grandi e troppe cose da mettere insieme, ma poi alla fine mi sembra che sia venuto bene.
D: Quali sono i tuoi gusti in fatto di viaggi? Nel senso, che cosa privilegi nella scelta delle cose da fare e vedere? Quali aspetti culturali, sociali, culinari, ecc.? Ci sono delle costanti o ogni nuova meta pone nuove questioni e quindi diverse priorità?
R: Cerco di basarmi sicuramente sulle cose che si sa che vanno viste e che sono segnalate come imperdibili dalle guide. C'è sempre sicuramente un'impronta culturale (anche perché altrimenti io protesto, N.d.R). Ultimamente mi sono fissato sui paesaggi, forse per la mia passione per le foto. Quello che mi può dare la natura, gli animali, in fatto di emozioni, non me la potrà mai dare un monumento. Addirittura ragiono in termini di soggetti da fotografare: se sulla guida leggo la descrizione di un posto che mi sembra degno di uno scatto subito lo inserisco in itinerario. Ragiono molto sulle foto e quando viaggio cerco posti da fotografare.
Quanto all'aspetto culinario...beh, ormai i nostri viaggi sono diventati più culinari che altro. A maggior ragione se inizi a girare per l'Italia poi...
D: Parliamo del prossimo viaggio in Val d'Aosta: di solito tu acquisti più guide per una sola meta (ricordiamo: 3 guide per Malta, 4 per New York), questa volta invece ti sei limitato ad una guida sola. Come mai?
R: Perché non ce n'erano altre! Ma non ti preoccupare che ne comprerò direttamente sul posto! (non avevamo dubbi, N.d.R.)
D: Che cosa ti interessa privilegiare della Val d'Aosta? La natura? La storia? La cucina? Le escursioni? I Castelli?
R: Le escursioni e la cucina, senza dubbio!

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