I viaggi di Marina e Lorenzo

venerdì, 04.09.09

Le vie più belle del mondo! 5 - Fifth Avenue, New York

Forse non è bella, ma è grandiosa, e indubbiamente una delle vie più famose di tutti i tempi. E' la via dello shopping, del lusso, della Manhattan che lavora, che si muove frenetica, che vive e che manda avanti l'America. Così ce la mostrano i film, e così la vede chi vi capita a passeggio. La gente a New York non cammina, corre con l'I-pod nelle orecchie e il caffé Starbucks fumante in mano, si scontra con te e non si volta perché tu non esisti e lei ha fretta. Tutti hanno fretta a New York, chi si ferma è perduto!

empire state building flatiron

La Fifth Avenue attraversa il cuore nevralgico di Manhattan, o meglio, il cuore nevralgico di Manhattan è attraversato dalla Fifth Avenue. Dipende dai punti di vista. La via parte da Greenwich Village, sale su fino a costeggiare l'Empire State Building, poi la National Library, quindi la cattedrale di St. Patrick, il Rockfeller Center, si apre infine sullo spiazzo antistante il Plaza Hotel (e di fronte l'Apple Store), dopodiché, dinanzi a lei si apre l'immenso polmone verde della città, Central Park. Mentre la prima parte del percorso risulta tutto sommato anonima, dall'Empire State Building in su diventa il luogo su cui le migliori boutiques e i migliori negozi devono necessariamente affacciarsi: la via diventa la vetrina principale di tutti i marchi e le grandi firme che possano venire in mente; se New York può essere considerata una capitale della moda è proprio per questo motivo!

fifth avenue

Sulla Fifth si affacciano numerosi, inutile dirlo, grattacieli, primo fra tutti l'Empire State Building e, più indietro, il Flatiron, quel curioso grattacielo a pianta triangolare che richiama un ferro da stiro. In occasione di St. Patrick, poi, la via diventa la sede lungo cui si sviluppa l'infinita parata che festeggia il Santo Patrono. Allora tutta la città scende in strada, si blocca il traffico mentre sfilano le bande musicali e dei college in un clima di festa che per un momento fa dimenticare la frenesia in cui è avvolta questa strada, insieme ai suoi frequentatori, tutti i giorni dell'anno.

st patrick parade

domenica, 07.06.09

7 giugno 2009: il bicentenario della Saint Patrick Cathedral, New York!

Quando il 17 marzo, abbiamo preso parte alla St. Patrick Parade a New York, un simpatico irlandese-newyorkese mi ha appiccicato sul cappotto un adesivo che ricordava che il 7 giugno 2009 la Cattedrale di New York, Saint Patrick, avrebbe celebrato il suo duecentesimo compleanno.

Oggi, quindi la Saint Patrick Cathedral celebra il suo bicentenario! Ci sembra giusto ricordarla e festeggiarla anche noi, visto che nel corso della nostra settimana a New York l'abbiamo incrociata in più di un'occasione!

saint patrick cathedral

Dal sito web della cattedrale di New York apprendiamo la sua storia:

La costruzione della cattedrale, dedicata al patrono d'Irlanda, infatti, inizia il 7 giugno 1809, quando viene posata la prima pietra. E' in stile neogotico, uno stile architettonico che piace molto ai Newyorkesi (basti pensare alle varie chiese delle vare confessioni che sorgono qua e là a Manhattan...) e che anzi li rende orgogliosi: nel 1815 un articolo sul New York Gazette dice "...Questa grande e bellissima chiesa, che potrebbe essere giustamente considerata uno dei maggiori ornamenti della nostra città, e inferiore a nessun'altra chiesa negli Stati Uniti, è realizzata in stile gotico...."

["...This grand and beautiful church, which may justly be considered one of the greatest ornaments of our city, and inferior in point of elegance to none in the United States, is built in the Gothic style and executed agreeable to the design of Mr. Joseph Mangin, the celebrated architect of New York. The superior elegance of the architecture, as well as the beauty of the interior, had for some months past excited a considerable degree of public curiosity..."]

saint patrick interiors

Entrare in Saint Patrick vuol dire lasciare fuori dal suo portale il frastuono della città moderna, la frenesia del newyorkese medio, l'irrefrenabile voglia di shopping della turista italiana in vacanza (sarei io)...

La cattedrale di New York si staglia lungo la V Avenue, si ritaglia uno spazio tra i grattacieli che la chiudono da ogni parte, si distingue per le sue guglie, spigolose che sembrano voler bucare (per un gioco di prospettiva) la parete di vetro del grattacielo accanto...

Un contrasto che sembra stridente, forse anche perché per noi europei il gotico è uno stile d'età medievale, e non ottocentesco, che vediamo meglio inserito in una piazza europea piuttosto che lungo una trafficata via americana, ma tant'è, forse è proprio questo il suo valore aggiunto!

Auguri Saint Patrick Cathedral, auguri di cuore!

oldcathedral

fonte: www.oldcathedral.org

mercoledì, 13.05.09

I LOVE SHOPPING A NEW YORK!

Prendo a prestito il titolo del celebre romanzo di Sophie Kinsella perché meglio di qualunque frase esprime il sentimento che potrebbe animare ogni giovane donna armata di carta di credito che si trovi a girare per la Fifth Avenue e dintorni. A New York si ambientano film e serie TV che con il loro successo stanno trasformando la città nella capitale mondiale della moda: tra “Il diavolo veste Prada”, la serie TV “Sex & the City” e il film di “Sex & the City” chi non sente di avere “un disperato bisogno di Chanel” come Anne Hataway o non vorrebbe un abito da sposa di Vivienne Westwood? Prima di partire le mie amiche non mi hanno raccomandato altro: “Mi raccomando, tu che puoi, vai da Manolo Blanhik!”. Detto fatto. E quella che presento ora è una mappa dello shopping a Manhattan, stilata sulla base della mia esperienza e perciò sicuramente incompleta. Ma sono sicura che molte di voi potranno sognare…

Fifth Avenue e dintorni – parte prima

apple storeIl nostro tour virtuale può partire dall’uscita da Central Park: da un lato abbiamo l’hotel Plaza, dall’altra l’Apple Store. È il modo migliore per cominciare: anche se a noi donnine potrà interessare relativamente (anche se l’idea di un I-Pod Touch non è poi così male) il vostro partner si divertirà come un bambino e sarà poi più ben disposto a tollerare le vostre brusche frenate davanti alle vetrine più fashion. L’Apple Store è segnalato da un grosso cubo in vetro nel quale risalta una big apple, simbolo del marchio, certo, ma anche, un po’, di New York City. Il negozio è sotterraneo, in un ampio spazio pieno di scomparti con i vari prodotti, dai computer agli I-Pod touch e accessori, agli I-Phone. Ai lati stanno le casse. È un viavai continuo di gente e un esercito di giovani commessi è a vostra disposizione per darvi una mano. Per via di un contratto con T-Mobile non vi permetteranno di comprare l’I-Phone, a meno che non siate statunitensi, mentre tutto il resto è a vostra disposizione e a un prezzo ovviamente più conveniente rispetto all’Italia. Riemersi in superficie, nel trambusto del traffico di Manhattan, se avete un figlioletto al seguito o una bimba che ancora non conosce le potenzialità dello shopping (beata innocenza!) entrate senza indugio da Shwarz: è tra i negozi di giocattoli più famosi ed entrarvi equivale a immergersi in un mondo fatato di peluches, bambole, giochi e quant’altro..ah come sono fortunati i bambini americani!

E ora cominciamo a far sul serio. Su entrambi i lati della Fifth si apre a Bergdorf Goodman negozio ultrachic di abbigliamento di alta moda, maschile e femminile. Troppo per le vostre tasche? Forse non è il vostro stile? E allora potete optare per lo splendido negozio di abbigliamento casual Abercrombie&Fitch, che a New York in questo momento va per la maggiore: lo dimostra la quantità di sacchetti del negozio in mano ai tantissimi ragazzi e ragazze in giro a Manhattan. Il negozio è su più piani. All’ingresso uno splendido commesso/fotomodello vi fa entrare, poi verrete catapultate in un ambiente a luci soffuse e a musica house a manetta mentre sui tavoli e negli scaffali vedrete jeans, camicie e maglioncini in uno stile casual semplice ed efficace. Uscirete frastornate, probabilmente, ma non riuscirete a rilassarvi: se attraversate la strada e vi infilate nella 57° strada il vostro partner o il vostro figliolo quindicenne vi trascineranno a Niketown, lo store della Nike su 5 piani dove potranno sbizzarrirsi tra scarpe, giacchetti e pantaloni tecnici. Menomale, quando uscite, vi si aprirà il cuore alla vista della vetrina di Christian Lacroix

christian lacroix

Fifth avenue e dintorni – parte seconda

Tra le boutiques che animano la 57° non si può dimenticare Tiffany, che fa angolo con la Fifth e che è una splendida gioielleria, in un ambiente piuttosto grande, tutto luce soffuse e teche con i gioielli della collezione: un po’ come stare in un museo! Scendendo lungo la V ora i vostri bimbi piccini vi tireranno la manica per richiamarvi: state passando davanti al Disney Store! Il Disney store c’è anche in Italia, per carità: Milano, Firenze, Roma…ma qui, se permettete, ha tutto un altro valore!

dismney store

Quando avrete soddisfatto i capricci dei vostri bimbi (e perché no, anche i vostri) attraversate nuovamente la strada e infilatevi nella 54°: di fronte al MoMA troverete l’arte fatta a forma di scarpa: la boutique di Manolo Blanhik. Passa quasi inosservata: non ha insegne, né ingressi monumentali; solo una semplice targhetta. Non ha bisogno di farsi notare, evidentemente…

manolo blanhik

Ritornando sulla V ancora immerse nel sogno di questi sandali tacco12, immaginandovi di essere Carrie Bradshow, verrete riportate alla realtà nuovamente dal vostro partner e/o dal figliolo quindicenne che vi trascineranno all’NBA Store dove, per entrare dovrete passare attraverso una porta girevole che per maniglione ha un braccio muscoloso e possente che tiene un pallone da basket. Dentro, il negozio piacerà anche a voi: è ovale, con una rampa che scende al piano inferiore. Sembra di stare in uno stadio dell’NBA. Maxischermi trasmettono le partite del campionato. Qui si trova dal merchandising puro e semplice all’abbigliamento sportivo, marcato ovviamente dalle varie squadre dell’NBA. Ed ecco un’osservazione. La pallacanestro è sentita negli States quanto il calcio in Italia ma qui le magliette dei vari M. Jordan, K. Bryant & Co. costano meno della metà di una maglietta di Totti in Italia! Al livello inferiore i maschietti possono cimentarsi col canestro: ho visto un ragazzo fare 68 canestri in 40 secondi…!!!

Ed eccoci di nuovo fuori, alla luce del sole, sulla Fifth Avenue. Se attraversiamo la strada ci accolgono le guglie della Cattedrale di St. Patrick…ma ben altro tempio si trova qui accanto: è la splendida boutique di Jimmy Choo! Prima ancora di vederla senti gli urletti delle ragazze che passano qui davanti alla vetrina: “Oh my God, Jimmy Choo!!”. Qui sono necessari almeno 2 minuti di contemplazione. Tutto intorno a voi è silenzio, mentre sognate ad occhi aperti di sfilare indossando questi splendidi sandali abbinati alla borsa…

jimmy choo

Verso Times Square e Broadway!

Ora camminerete come in un sogno, e i vostri piedi magicamente si dirigeranno verso Times Square. Di tutt’altro genere, ma ne saranno felici i vostri bambini, vi trovate davanti all’M&M’s Store. È un grande negozio su 3 piani, dove ovviamente non comprate solamente le pasticche di cioccolato più famose del mondo, ma tutto il merchandising che potete immaginare: si va dall’abbigliamento agli articoli per la casa, alla scuola…i bimbi, o il vostro partner, si divertiranno tantissimo, ma anche voi sarete trascinate dall’entusiasmo: e il sacchetto giallo con cui alla cassa vi ripagano dei vostri acquisti vi riconcilia col mondo!

macy's

Ma! In questa giornata di shopping estremo non siamo ancora entrate da Macy’s, una città nella città! “The world’s largest store” occupa un intero isolato: 5 piani di abbigliamento uomo-donna-bambino e non solo: la struttura e l’organizzazione ricordano molto da vicino Harrod’s con la differenza che qui i prezzi, di qualunque cosa, sono decisamente più contenuti (oltre al fatto che ci si imbatte senza difficoltà in promozioni eccezionali): un esempio per tutti? Il merchandising! La classica borsa di Harrod’s, quella verde plastificata con la scritta in oro, è decisamente more expensive rispetto ad un analogo modello di Macy’s, e la cosa si nota di più quando si passa a borsette più elaborate...Sul piano della convenienza, dunque, Macy’s batte Harrod’s 1 a 0.

City-outlet…

Dopo le 2 ore di rito che passerete qui dentro, potete riconvergere verso la Fifth Avenue. Sotto l’Empire State Building si apre un negozio di abbigliamento femminile che a prima vista vi sembrerà insignificante rispetto a tutto ciò che avete ammirato oggi, ma che, una volta entrate, vi darà delle grandi soddisfazioni! È Strawberry, che accanto all’abbigliamento casual offre, a prezzi stracciati cinture, borse, pantaloni anche di marca: uno per tutti Ralph Lauren, oppure Guess, se preferite. Inolte vi “regala” alla modica cifra di 0,99 $ una eco-bag per il vostro shopping. Cos’è una eco-bag? È una borsa ecologica il cui uso si sta diffondendo tra le giovani donne di New York e anche di Tokyo. In genere sono vivaci e colorate, per attirare l’attenzione. Volete saperne di più? Leggete qui, sul blog di Donne con la valigia: io ho scoperto qui la loro importanza!

Possiamo definire Strawberry una sorta di outlet? Forse, ma mai quanto i 2 meganegozi che vi presento ora: si tratta di Loehmann’s e di Century 21. Loehmann’s è 3 piani di abbigliamento femminile e un piano maschile, più pelletteria e bigiotteria. Si trova di tutto, dal casual all’abito da sera. Le marche più gettonate sono DKNY, Ralph Lauren, Guess, Tommy Hilfiger…non lasciatevi spaventare dal camerino: in realtà sarete scaraventate in un salottino comune dove tante altre donne si cambiano, si spogliano, si provano abiti e vi chiedono un parere…

L’altro outlet che delle shopaholic come voi non possono perdere è un po’ lontano, a Lower Manhattan, di fronte a Ground Zero. Qui all’ingresso vi troverete nel casino più totale: un sacco di gente arraffa borse, portafogli, cinture, strabiliata dal prezzo stracciato: ed effettivamente una borsa Polo Ralph Lauren a 9.90 $ non è cosa da poco! Non sarà dell’ultima stagione, ma un bel momento…chi se ne frega? Anche qui le marche più gettonate sono Ralph Lauren, DKNY, Tommy Hilfiger, Guess, CK…la lista è ancora lunga, ma io mi fermo qui, mentre voi correte da una parte e dall’altra cariche di roba da comprare: ammettetelo, sembrate al LunaPark!

La lunga via del ritorno passa da Soho. Qui troverete altre famose boutiques, tra cui la Levi’s. Qui voi e il vostro partner vi troverete d’accordo, e farete a gara a chi prova più jeans (la collezione spring/summer ’09 è strepitosa!). E poco importa se alla fine non comprerete niente: accanto c’è un negozietto che vende Levi’s delle scorse collezioni anche a 30 $. Si può almeno andare a vedere, che ne dite? Rebecca Bloomwood, in I love shopping a New York dice una sacrosanta verità: poter dire di un tuo acquisto che l’hai comprato a New York dà un valore aggiunto inimmaginabile.

Provare per credere!   

confessions of a shopaholic

giovedì, 16.04.09

new york everywhere!

Incredibile!
Non mi ero mai accorta di quanto noi tutti i giorni siamo bombardati da immagini di New York! Se ci fate caso siamo letteralmente circondati! Me ne rendo conto solo ora, tornata da un settimana piena di emozioni e di immagini che si sono impresse nella mia mente in modo indelebile.

Così non posso fare a meno, ogni volta che accendo la TV, di riconoscere uno o l'altro degli scorci più famosi della Grande Mela. In tutti i film americani che si rispettino, New York fa da inevitabile sfondo: Autumn in New York, I marciapiedi di New York, Hitch, Serendipity, The Departed, Una notte al Museo, King Kong, Spiderman, le serie TV CSI New York, Friends e Sex and the City, i cartoni animati Bee Movie e Madagascar, addirittura Io sono Leggenda ci mostra una New York apocalittica, in rovina e abbandonata e Gangs of New York una città ancora agli albori..(per la lista completa esiste un sito internet apposito: New York in the movies) e per non parlare delle locations dei videoclip per le canzoni, degli U2, ad esempio, e non ultimo un recente successo di Tiziano Ferro...

Insomma, non credevo e invece siamo bombardati di New York: e immagini di città e di grattacieli che associamo direttamente all'America, senza porci il problema di dove esattamente siano (tanto sono tutte uguali) improvvisamente acquisiscono una fisionomia e soprattutto un'identità. Da adesso, quando guardo un film ambientato negli States sono avvantaggiata: posso ormai dividere con cognizione di causa New York da non-New York. Sembra una stupidaggine, e forse lo è, ma poter riconoscere i luoghi, le vie che hai percorso, i panorami che hai visto, ti dà quella sensazione così bella di essere cittadina del mondo che ti fa percepire quei luoghi come tuoi, e quelle immagini come familiari, come se il film fosse stato girato sotto casa tua, e non a millemila km di distanza!

Per concludere questo mio delirante post, vi segnalo questo link:

http://www.nycfilms.org/, un sito dove, cito da travelblog, registi giovani e sconosciuti possono caricare cortometraggi e proporli al pubblico.

Buona visione!

martedì, 31.03.09

NEW YORK dietro i grattacieli!

Dopo una settimana passata a NYC scrivere un pezzo sulle solite cose sembrerebbe banale e scontato e non renderebbe giustizia ad un viaggio cercando di assaporare, per quanto possibile, qualcosa di più dei soliti “Skyscrapers”, Statua della libertà e gli immensi Musei. Cercherò di non stare troppo sui soliti resoconti e mi focalizzerò maggiormente su ciò che mi ha colpito di più.

In generale, dal mio punto di vista, osservare NYC è stato come stare davanti ad un grande schermo  e vivere un grande déjà vu, come se tutto quello che vedessi, l’avessi visto mille volte alla televisione o al cinema.  A partire dalle strade, dalla gente , dai poliziotti, alle abitudini dei “newyorkesi” , al senso di appartenenza alla loro patria di una grande intensità.

Se volessimo definire NY la potremmo definire una Grande Mela con centinaia di spicchi ognuno con un gusto diverso, perché questa megalopoli racchiude una moltitudine di diversità ed identità.

Cercando di essere sintetici e mettere insieme gli highlights  di questa città mi voglio focalizzare su solo 3 cose che a mio parere valgono la pena di essere menzionate e restano scolpite nella mia mente:

1-      La concezione di semaforo per i Newyorkesi.  Da sempre sappiamo che gli abitanti di NY sono dei frettolosi di natura, che sui marciapiedi delle Avenue corrono a dritto e guai a chi li ferma. Con un passo da marcia, le cuffie dell’ipod agli orecchi tengono un passo veramente sostenuto, facendo slalom tra chi “si permette” di fermarsi e andare più lento. Unico inconveniente il semaforo!....Niente affatto, il semaforo è solo una scocciatura nella corsa lungo la 5° o Madison, si passa lo stesso!! I poveri automobilisti (tassisti per la maggior parte) sono costretti ad accelerare agli incroci per far desistere i frenetici pedoni, ma non con grandi risultati. Il “rosso” per un Newyorkese è come un semaforo per qualcuno che sta facendo jogging o che va su una bici da corsa…se può passa lo stesso, altrimenti rompe il ritmo. Vedere la gente costretta a fermarsi al semaforo o attraversare ugualmente con il rosso e le macchine che passano, i poliziotti accanto è stato abbastanza particolare. Una luce rossa non può rallentare la frenesia di NYC.

street

2-      Broadway e il Musical. A chiunque vada a NYC è caldamente consigliato di andare a vedere un Musical di Broadway. Ammetto che ero un po’ restio ad andare, non ho mai avuto una gran passione, ma tutti lo consigliavano, guide e persone, per cui abbiamo deciso di provare quest’esperienza…non poco costosa. Ne vale senz’altro la pena! A parte il teatro (almeno quello dove siamo stati noi) splendido da vedere, con una struttura affascinante, il musical è avvolgente, con la sua coreografia e la scenografia. I cambi di scena e di abiti sono eseguiti con attrezzature e tempi a cui in Italia non siamo per niente abituati! Veramente indimenticabile.

mary poppins

3-      La Domenica a Messa ad Harlem. Purtroppo non siamo riusciti a partecipare ad una messa  Gospel ad Harlem, complice l’aereo troppo presto che non ci ha permesso di poter assistere ad una delle messe delle 11 di Domenica. Abbiamo provato ad andare all’Abyssinian Baptist Church che tiene una messa anche alle 9, ma a questa partecipa quasi tutta la comunità della chiesa per cui i posti disponibili per i turisti curiosi sono davvero pochi. Quando siamo arrivati la coda era troppo lunga da permetterci di occupare quei pochi posti. Ciò che abbiamo potuto vedere però è stato come gli abitanti di Harlem vanno a messa la Domenica: vestiti come se andassero a Teatro o ad un matrimonio, elegantissimi, gli uomini in completo, le donne eleganti con colori sgargianti, capelli agghindati da gran festa e i bambini altrettanto bene vestiti.  E’ stato davvero interessante vedere la cura con cui vanno a Messa, questo è significativo dell’importanza che danno a tale evento settimanale.

harlem

Queste sono solo tre fotografie soggettive di una New York che ha mille facce e mille fascini. Ciò che rende NY quello che è sono convinto che non sia solo a 300 metri di altezza, ma laggiù in fondo, nelle mille stradine tenute in ombra dai giganti di cristallo.