I viaggi di Marina e Lorenzo
giovedì, 05.02.09
HAL SAFLIENI: un mistero sotterraneo nel cuore di Malta
Non è una città, ma piuttosto una necropoli/santuario. In termini tecnici è un ipogeo. Per poterlo visitare bisogna prenotare via internet almeno un mese prima. Si entrerà a gruppi di 10 persone e la visita durerà un’ora. Il motivo di questa situazione così esclusiva? Hal Saflieni è un labirinto sotterraneo che arriva ad una rilevante profondità, basti pensare che è costruita, pardon, scavata, su tre piani, tre livelli in cui un uomo in piedi può camminare tranquillamente e che sono collegati da scalinate. È tutto, interamente, scavato nella roccia. Con strumenti di roccia, perché all’epoca a Malta (e siamo all’incirca, anno più anno meno, a 2500 anni fa) il metallo non era ancora arrivato. I corridoi sono nonostante ciò angusti, e l’ossigeno, come potete immaginare, carente. Per cui pochi visitatori per volta.
E in silenzio!
Strani tipi i Maltesi di quell’epoca: da 4000 anni prima di Cristo cominciano a costruire complessi esagerati, i famosi templi megalitici dell’isola, e non solo, ma dimostrano anche di saper scavare, con una precisione nel levigare le pareti di roccia che lascia senza fiato.
L’ipogeo fu innanzitutto una necropoli: le ossa di ben 7000 individui sono state rinvenute nei vari livelli di questa grotta artificiale. Qualcuna di esse ha stuzzicato anche la fantasia di alcuni (subito accolta da Voyager, che in questi casi si comporta da vero refugium peccatorum per le ipotesi più strampalate) secondo cui certi crani rinvenuti dolicocefali, ovvero allungati in modo quasi innaturale, forse dovuti ad un’anomalia genetica, forse indotti da bende strette per dare una forma mostruosa, apparterrebbero a uomini di una stirpe sconosciuta, di una razza che arrivò a Malta 6000 anni fa e che poi scomparve 1500 anni dopo.
Ma l’ipogeo fu anche e soprattutto un santuario sotterraneo, forse addirittura un santuario che voleva riprendere, in alcune sue parti, in alcune delle sue camere più interne, l’architettura aerea dei templi, come il vicino complesso di Tarxien. I vani che si susseguono nel secondo livello sono i più suggestivi: la camera dell’oracolo, il Sancta Sanctorum, lasciano senza fiato quei pochi fortunati che possono entrarvi, per la perfezione delle forme, per la roccia levigata magnificamente, per la volta dipinta a spirali rosse, per la cura nella realizzazione dei passaggi e delle pareti sempre assolutamente curve (mai una linea retta nell’architettura maltese)...e per quella piccola statuetta, oggi al museo della Valletta, che ritrae una donna molto grassa che dorme: sacerdotessa o dea Madre? Le teorie sono entrambe verosimili: potrebbe essere una sacerdotessa in preda all’estasi prima di dare il responso oracolare, oppure la dea Madre per le sue forme adipose, che richiamano la colossale statua di dea Madre rinvenuta a Tarxien, e che starebbe dormendo per indicare il periodo invernale in cui la terra non produce frutto. La verità non è dato saperla. Noi ci accontentiamo di restare estasiati di fronte, ancora una volta, alla grandezza dell’ingegno umano, che 4000 anni prima di Cristo era in grado di fare cose incredibili! Senza andare per forza a cercare la risposta in chissà quali assurdi misteri, congiunzioni astrali e incontri con civiltà aliene, resta indubbio che i nostri cari antenati non erano degli sprovveduti e che in nome della dea Madre e del culto degli antenati facevano opere meravigliose, realizzate con lo scopo di resistere eternamente. Di fatto così è, e noi ancora oggi possiamo ammirare, con stupore, incredulità, fantasia, questi splendidi monumenti immortali, queste immense opere di devozione.
Quanto ad Hal Saflieni, e a tutte le teorie che si sono fatte intorno ad esso, mi stupisco che non sia stata tirata in ballo Atlantide! Vero è che ciò che a tutto ciò che non conosciamo e che non ci spieghiamo tendiamo a dare spiegazioni irrazionali (e la storia della razza umana venuta da chissà dove raccontata da Voyager ne è un esempio), ma alle volte basta analizzare i dati e non andare a cercare per forza chissà che cosa. Le camere, sempre più strette e profonde nella roccia, ma più curate architettonicamente, i passaggi via via più angusti, fanno pensare ad ambienti riservati al culto ad un numero sempre più ristretto di persone man mano che si scende di quota. Così come avviene nei templi in superficie, dove i vani più interni sono riservati a cerimonie per pochi, anche qui ci sarebbero pochi “sacerdoti” che officiano il culto, in luoghi sempre più bui, e sempre più suggestivi per noi che li vediamo oggi.
In un’isola come Malta, dove si trovano concentrati monumenti assolutamente unici in tutto il contesto megalitico mediterraneo, Hal Saflieni potrebbe addirittura essere stato, per la sua peculiarità nella peculiarità, il principale centro religioso dell’isola, dedicato alla Dea Madre.
Peculiarità nella peculiarità, dunque. Eccezione nell’eccezione. Ed è proprio la percularità dell’archeologia maltese a rendere quest’isola una perla del Mediterraneo, da prendere in considerazione non solo per le belle spiagge e per i corsi di inglese.
mercoledì, 26.11.08
I TEMPLI MALTESI: un mistero da scoprire
Scordatevi gli Egizi: non sono loro i più antichi architetti del mndo. Le piramidi, pur se molto antiche, non sono la realizzazione in pietra monumentale più antica realizzata dall'uomo, checché ne dicano i fans di Voyager e di altre archeofantasie. I primi architetti vissero a Malta e lì realizzarono i primi edifici monumentali che la storia, anzi la preistoria, ricordi: stiamo parlando infatti dei templi megalitici maltesi, strutture alquanto complesse e bizzarre, che sono state costruite sul piccolo arcipelago di malta e Gozo a partire da 1000 anni prima delle piramidi. Un bel vantaggio!
Mentre però delle piramidi conosciamo bene la funzione, almeno così ci pare, dei templi maltesi non si conosce nulla con precisione. A partire innanzitutto dalla destinazione d'uso. sono davvero templi? Certo non sono case di abitazione: troppo grandi e soprattutto figlie di un'ideologia megalitica (chiamiamola così) per cui la casa era in paglia, legno, materiale effimero, mentre la pietra era usata per strutture che dovevano durare eternamente, come ad esempio le tombe. A questo proposito, non sono tombe: mancano ossa umane di qualsiasi tipo all'interno, si tratti di uno scheletro intero o di ossa sparse. Potrebbero essere fortezze? Ma gli spazi sono interni sono troppo stretti e angusti per ospitare dei difensori, sebbene le poderose mura esterne potrebbero anche indicare una funzione di difesa. Rimane allora l'unica possibilità, che pare non avere obiezioni, quella del tempio: gli spazi stretti all'interno possono essere vani in cui si celebravano riti per pochi eletti mentre la folla si riuniva all'esterno nel cortile antistante; inoltre l'interno è ricco di altari vicino ai quali spesso si trovano ossa animali, resti di sacrifici.
Ah, non si è detta una cosa di questi templi: hanno una pianta bizzarra, a trifoglio i più primitivi, e comunque lobata, senza una sola linea retta prevista in costruzione. Sono strutture con 3, 4, 5, 6 absidi e la facciata concava, e il perché di quest'architettura è a tutt'oggi un mistero. C'è chi sostiene che riprendano in elevato la pianta delle tombe scavate nella roccia, che effettivamente hanno la forma a "D" o a lobo, o a rene (a seconda della fantasia dell'archeologo di turno); ma c'è chi invece sostiene che i templi, per lo meno quelli più complessi, a 4 e 5 absidi, riprendano in pianta le forme sinuose delle statuette della Dea Madre! Entrambe le teorie non hanno prove certe che possano confermarle o meno, per cui non si può far altro che prenderne atto e andare a visitare, a vedere direttamente, i più importanti e monumentali templi maltesi.
Si tratta nello specifico dei templi di Tarxien a Pawla, di Mnajdra e Hagar Qim sulla costa occidentale di Malta e di Ggantija sull'isola di Gozo.
Tarxien è il più grande dei complessi maltesi, costituito da 3 templi incastrati l'uno nell'altro: di Tarxien non sono rimasti poderosi muri megalitici, quanto piuttosto begli altari con sculture a rilievo e una statua colossale della Dea Madre. Hagar Qim e Mnajdra sono invece isolati sulla costa: Mnajdra in particolare guarda il mare sottostante e la piccola isola di Filfla in lontananza. Ggantija a Gozo già dal nome fa capire le sue proporzioni e effettivamente è talmente ben costruito che in alcuni punti l'elevato dei muri si conserva per un'altezza di ben 6 m. Non è poco per un edificio costruito più di 5000 anni fa!
martedì, 25.11.08
The Azure Window: una finestra sul Mediterraneo
Sembra una visione più adatta ai fiordi norvegesi, oppure alle scogliere oceaniche, e invece questa finestra aperta sul mare si affaccia sul nostro Mediterraneo, ed è l'AZURE WINDOW di Gozo, arcipelago di Malta. Si trova nel nord dell'Isola, in una zona particolarmente esposta al vento (ma va'?), il quale, giorno dopo giorno, anno dopo anno, millennio dopo millennio ha forgiato la roccia, l'ha forata e l'ha plasmata come fosse una vera e propria finestra da cui sporgersi per vedere il blu del mare, laddove, all'orizzonte, si fonde con l'azzurro del cielo.
Chi va a Malta non si può perdere questa meraviglia naturalistica. Ovviamente non è questo il periodo più adatto per andarvi, l'inverno non è proprio l'ideale, però è questo il momento migliore per pensare a dove trascorrere le vacanze la prossima estate. E Malta ne vale la pena!
domenica, 27.07.08
MALTA: è tempo di birra!
Non c'è niente di meglio che godersi una birra fresca le sere d'estate, soprattutto se la compagnia è buona e se la festa è esagerata! Mi sono informata e anche quest'anno nel centro di Malta, nel parco di Ta' Qali, si sta svolgendo il Farsons Great Beer Festival.


Quando siamo andati a Malta qualche estate fa, dopo averne scoperto l'esistenza, abbiamo passato lì tutte le serate possibili: l'area è amplissima, con tantissimi stand gastronomici che ospitano un po' tutti i tpi di cucina - greca, araba, italiana, messicana, fast food, grigliate, ecc. - e ancor più numerosi stand di birra: almeno 20 i marchi presenti, tra birre nazionali maltesi, quali la Cisk, la Hopleaf, la Farsons, e internazionali come le immancabili Corona, Guinnes, Becks e Kilkenny. Inoltre tutte le sere si possono seguire concerti e spettacoli su due palchi, uno dedicato a tutti e principalmente alle famiglie con bambini (è una festa nazionale, questa, una sagra di paese, non una bolgia di alcolizzati!), l'altro con concertini rock di gruppi emergenti per chi vuole ascoltare musica sorseggiando birretta.
Pagando una cauzione si può ricevere uno splendido boccale in vetro col marchio della farsons, un bel ricordo da mettere in valigia insieme a qualche bottiglia di Kinnie, la bevanda invece analcolica che impazza sull'isola e che, ahimé, da qui non esce!
Per chi va a Malta in questi giorni, quindi, sappia che fino al 3 agosto può approfittare di quest'occasione per vivere un po' di atmosfera festosa, senza dover per forza buttarsi nel casino indiavolato di St.Julian!
venerdì, 22.06.07
THE MONGOLIAN BARBECUE
Tu scegli gli ingredienti, le dosi, le spezie e le salsine con cui condire il tutto e il cuoco cucinerà la prelibatezza che hai appena inventato! Questa è la formula del Mongolian Barbecue, una catena di ristoranti sparsi per l’Europa (ma ancora troppo pochi!!!). L’abbiamo sperimentato a Malta, a Bugibba, ed è stato l’evento culinario più divertente al quale abbiamo mai preso parte! Il principio è proprio questo: ad un prezzo fisso si può mangiare come ad un buffet, particolarissimo però, perché noi decidiamo gli ingredienti – carne, pesce, frutta, verdura – scegliamo con quali spezie condirli e quali salse (dagli ingredienti incomprensibili) abbinarci, dopodiché diamo il piattino al cuoco che su una piastra cucina davanti ai nostri occhi la nostra prelibata invenzione. E questo giochino lo si può ripetere tutte le volte che si vuole, o finché lo stomaco non si ribella per gli abbinamenti di gusti assurdi cui ogni tanto, ahimè, per ignoranza delle salsine, si va incontro. Il Mongolian Barbecue è adatto ai gruppi di ragazzi che vogliono passare una serata diversa divertendosi a miscelare tutto ciò che la cucina mette a disposizione. Questo ristorante è davvero una chicca, e chi va a Malta, o eventualmente a Dublino o a Londra, non può non provarlo!!!!!
martedì, 26.09.06
Malta in generale...
Arrivare a Malta in aereo, se il cielo è limpido, è subito la prima emozione che ti regala l'isola: le sue dimensioni permettono di avvolgerla completamente nel proprio campo visivo e già programmare mentalmente le cose da fare e da vedere. Malta è un'isola dalla storia densa e molto antica, la sua posizione centrale nel Mediterraneo le ha permesso di essere molto ricercata fin da tempi remoti, e i ritrovamenti di templi dell'età neolitica ne sono la dimostrazione; ha accolto fenici, romani, arabi, crociati (i famosi cavalieri di Malta), Napoleone e infine gli inglesi, per poi diventare indipendente. Voluta, ma allo stesso tempo snobbata, geograficamente aveva una posizione strategica, ma in pochi hanno carpito questo suo segreto. Questa sensazione è ancora un po' rimasta : Malta viene considerata poco come meta di vacanza, meno di quello che si meriterebbe, non perchè non venga giudicata all'altezza, ma perchè è un paese che "sta nel suo" e viene poco calcolato, e questo è un tremendo peccato! L'isola fortemente a misura d'uomo, permette di poter integrarsi nelle sue radici, di passarla al pettine in poco tempo, di apprezzare i suoi dettagli così affascinanti. La città di Mdina, ad esempio, è una piccola perla: soprattutto quando il turismo è poco, le sue strade e gli edifici color deserto trasmettono storia.
Per non parlare del mare e delle scenografie naturali che fanno assaporare l'isola per quello che realmente è! Il poco turismo nell'interno e fuori dalle mete turistiche di mare dà la possibilità di rivivere Malta come è sempre stata nelle sua storia e di carpire la sua magia e il suo fascino. L'isola di Comino è un esempio: ha uno dei mari più belli del Mediterraneo(ovviamente affollatissimo, in una spiaggetta di pochi metri e tutta scogli), è lunga 2 km per 2 km, ha un'unica strada che l'attraversa e che porta ad un'altra baia incantevole semideserta; lungo questa strada hai la sensazione di essere veramente isolato dal mondo! Lo stesso vale per gli antichissimi (del 3000 a.C.) templi neolitici!
Già dalla lingua maltese si capiscono molte cose: ha fortissimi influenze arabe, soprattutto nella grammatica, mentre per quanto riguarda i vocaboli è una splendida insalata di tante lingue (italiano, francese, inglese...).
Che altro aggiungere? Vale la pena di essere visitata, non è solo locali, turismo sfrenato e vacanze studio, ma ha un'essenza profonda e perle che rendono magico il viaggio e il soggiorno(un esempio, andate a visitare un paesino a centro isola, Attard: là si trovano i Sant'Anton gardens, un giardino botanico delizioso, soprattutto per chi ama il genere, che rimette in pace con se stessi...!)
Per vedere tutte le foto di Malta clicca qui
lunedì, 18.09.06
L’occhio del luzzu
Dovessi scegliere l’oggetto più tipico di Malta, quello da cartolina, quello più rappresentativo in assoluto di una cultura così lontana e così vicina alla nostra, direi senza esitazioni il “luzzu”. Che cos’è? E’ la barca dei pescatori, realizzata in legno e dipinta a colori vivaci, rosso, giallo, blu, verde. Ciò che la rende eccezionale è la presenza sulla prua di due occhi grandi e allungati, che la tradizione vuole siano gli occhi di Osiride, usati come portafortuna, come la polena dei grandi velieri del passato.
I “luzzu” sono sempre presenti nei porticcioli dell’isola, ma in particolare a Marsaxlokk sono i protagonisti indiscussi del panorama, sono essi stessi il panorama! Sono così sgargianti che richiamano immediatamente l’attenzione, tante piccole macchie variopinte per chi li vede da lontano. Sembrano quasi finte da quanto sono colorate, e invece i pescatori dedicano loro una cura e un’attenzione come se fosse la cosa più preziosa, come se dal luzzu dipendesse la loro vita: di fatto è così, visto che il luzzu è un peschereccio, per quanto piccolo, e dato che i suoi caratteristici occhi servono a tenere lontani i pericoli del mare. Così a Marsaxlokk i pescatori tirano in secca le loro barchette e le restaurano, le ridipingono e cuciono le reti. I luzzu ancorati in porto si riflettono coi loro colori nello specchio d’acqua limpidissima e piatta, e l’immagine è più toccante della tela di un qualsiasi pittore, in un gioco di luci e colori che chi non l’ha visto non riesce neanche a immaginare.
L’occhio del luzzu guarda lontano, protegge e scruta, tiene lontani i pericoli del mare, tanto bello eppure a volte così pericoloso. Il pescatore lo sa, ha bisogno di quell’occhio, è il suo portafortuna, senza di lui non ha senso uscire in mare.
Malta è soprattutto un popolo di pescatori: per questo il luzzu è uno dei suoi simboli principali, il soggetto di tutte le cartoline, la copertina di tutte le guide turistiche, il souvenir più venduto. L’importante però è che, come tutti i simboli carichi di un significato, il luzzu non perda il suo valore scolpito nella tradizione, ma continui ad essere oltre ad un oggetto bello e colorato da riportare a casa dopo la vacanza, anche un simbolo di cui non si perda la storia.
martedì, 12.09.06
Usare la macchina a Malta (con la temuta guida a sinistra)
Malta è un'isola che può essere definita senza alcun problema piccola: lunga 27 km e larga 14; la strada che unisce le due estremità dell'isola è lunga circa 40 km. Il trasporto più diffuso è l'autobus che copre quasi la totalità del territorio e tutti i luoghi di maggior interesse, ma lo svantaggio ( o vantaggio) è che la vacanza assume ritmi molto più blandi, diminuiscono le cose che si riesce a fare in un giorno e la libertà di improvvisazione è fortemente limitata! Un modo alternativo è noleggiare una macchina, questo permette di muoversi in totale libertà, e andare a scovare anche le spiagge più nascoste e i luoghi affascinanti di questa splendida isola. Ovviamente è una soluzione più dispendiosa, ma comunque meno che in altri paesi, visto che Malta è uno dei paesi europei dove il noleggio di una macchina ha il costo più basso. Una volta giunti all'aeroporto ci si trova davanti ad una carrellata di agenzie di noleggio...c'è veramente l'imbarazzo della scelta! Il primo ostacolo da superare è abituarsi al volante a destra, con la conseguente inversione di tutti i comandi sul cruscotto: divertente, sopratutto per chi non è nei vostri panni, veder partire il tergicristali ogni volta che cercate di mettere la freccia....! Oppure fare marcia indietro girandosi dalla parte opposta facendo un movimento che vi sembra talmente innaturale che vi viene da chiedervi se l'avete mai fatto in vita vostra...
Il secondo ostacolo da affrontare è abituarvi a stare sulla sinistra, ad affrontare le rotonde in senso contrario, a guardare agli incroci e a dare la precedenza (io non ho ancora capito chi ce l'ha, nonostante una settimana a Malta!).
Ma la cosa più difficile è combinare insieme le due cose, soprattutto i primi tempi, un vero e proprio incubo! Da voler scendere dalla macchina e proseguire a piedi...
Comunque, una volta presa l'abitudine non è male, a parte il fatto che i maltesi sono abbastanza "sportivi" nella guida! Per quanto riguarda le strade esistono delle arterie principali per la maggior parte a 2 corsie, mentre per il resto sono ad una corsia, ma si scorre abbastanza bene. I punti più trafficati sono le città, in particolare la capitale e quelle dove si concentra la vita notturna! Il bello comincia se si cercano le spiaggie un pò isolate o meno frequentate allora lì diventa un vero rally: strade sterrate, buche profonde e larghe l'intera carreggiata. Un'altro aspetto delle strade maltesi è la segnaletica: alcune strade non sono proprio segnalate, vi accorgerete come alla fine saranno le strade a decidere dove andrete e da dove passerete. Comunque sono tutte cose che rendono affascinante la vacanza con quella piccola dose d'avventura che non guasta mai e che la rende viva!

