I viaggi di Marina e Lorenzo
martedì, 12.01.10
ATENE E IL NUOVO MUSEO DELL’ACROPOLI
Quando venimmo in vacanza ad Atene, ormai anni or sono, un enorme cantiere sorgeva alle pendici dell’Acropoli: chiaramente rallentato da ovvi scavi archeologici, il futuro Museo dell’Acropoli lentamente cresceva per poter dare il giusto risalto alle splendide opere d’arte che hanno fatto grande la Grecia.
Oggi quel futuro è divenuto realtà.

foto adnkronos
Le korai, statue di fanciulle, e i kouroi, statue di fanciulli, guardano attraverso le pareti di vetro rivolte alla collina sulla quale un tempo erano state poste, l’Acropoli appunto, l’area sacra più importante della città greca e oggi una delle aree archeologiche più importanti del mondo. Il museo sostituisce e amplia quel piccolo e indegno antiquarium che si trovava dietro il Partenone. Le sculture della cosiddetta “colmata persiana” (una specie di “discarica” delle antiche statue di culto ed ex-voto che fu realizzata in seguito alle distruzioni dovute alle Guerre Persiane) ora hanno finalmente una collocazione nuovamente degna del loro valore. Solo un gruppo di sculture manca, ma per esse è stato predisposto uno spazio vuoto: i marmi del Partenone, che dall’800 sono al British Museum, eterno e infinito oggetto di scontro tra Grecia e Gran Bretagna. Chi va ad Atene DEVE visitare questo museo dopo essere stato sull’Acropoli: altrimenti può anche starsene a casa. Perché forse non esiste altro posto al mondo dove per poter conoscere una città devi aver presente la sua storia così antica e le opere del suo ingegno, così antiche ma ancora così ricche di estremo fascino.
martedì, 07.08.07
Andros, piccola perla tra le isole greche
Le isole greche non sono solo le famose Rodi, Chio, Santorini, ecc.: ci sono anche altri paradisi, altre piccole isole nel mare greco. Già le isole greche a ben contarle sono tantissime, più o meno conosciute, più o meno visitate.
Noi abbiamo scelto Andros, che non è propriamente tra le isole più famose, ma che merita ugualmente, per gli straordinari paesaggi, i bellissimi paesini e le spiagge poco affollate.
Per andare ad Andros si prende il traghetto da Rafina, e giunti nel porto si affitta la macchina o il motorino, per poter girare liberamente l’isola. L’isola è davvero piccina, si attraversa velocemente, ma per passare da una costa all’altra si va in montagna, dove il tempo può cambiare talmente repentinamente da trovarti nel bel mezzo della nebbia senza neanche accorgertene!

Lungo la via si alternano colline brulle e boscaglia fitta con piccole fonti, il paesaggio è estremamente vario, per essere un’isoletta così piccola!
Il centro abitato principale è Andros, un piccolo borgo di pescatori tipico, con le sue casette bianche e blu che si apre su una bellissima baia; un po’ di storia è suggerita dalla presenza di una piccola torre medievale su uno scoglio cui si accedeva da un ponte ormai quasi diroccato. Ma Andros non è isola senza storia, perché i primi insediamenti abitati risalgono addirittura al Neolitico!

Se ci si sposta nell’interno si arriva nel paese dei fiori, in collina, dove un bel percorso ci fa passare in mezzo a giardini coloratissimi di fiori e petali. Ancora più nell’interno dell’isola si incontra il monastero di San Michele, costruito in un luogo isolatissimo, lungo il pendio di una montagna, luogo reso ancora più mistico proprio per via di questo isolamento. Infine, dopo aver scollinato, si giunge nella spiaggia più bella e più ampia dell’isola, dopo aver percorso una strada sterrata e impervia: ma la vista finale che si ha ripaga da qualunque fatica!
Di ritorno al porto in cui siamo arrivati, ci si ferma a mangiare in uno dei mille ristorantini di cucina tipica che si affacciano sul mare.
L’isola vale la pena di una gita di un giorno, i collegamenti con la terraferma sono ben gestiti, così come i servizi di rent-a-car. Inoltre non si trova affollamento perché ad essa il turista medio preferisce mete più conosciute e inflazionate. Pertanto... perché non andarci?
lunedì, 05.02.07
ATENE, IL REGNO DELL’ARCHEOLOGIA
Lavorare ad Atene è il sogno di ogni archeologo: insieme a Roma e Pompei, Atene è la città dove ogni archeologo come si deve sogna di lavorare. Perché Atene, simbolo e culla della cultura greca, è un unico grande sito archeologico: non c’è solo l’Acropoli, ma una serie di infinite aree archeologiche, tutte importantissime e spettacolari.
Alle pendici settentrionali dell’Acropoli si trova il grande parco dell’Agorà, che una volta era il fulcro della vita pubblica ateniese, con le sue stoai, i suoi edifici pubblici e il tempio dedicato a Efesto, l’Ephaisteion, che la domina dall’alto.
C’è poi l’Agorà romana, un piazzale circondato da portici che ad un’estremità aveva una struttura bizzarra, la cosiddetta “torre dei venti”, un imponente quanto complicato orologio ad acqua. Lì nei pressi, e ci troviamo nella Plaka, c’è la Biblioteca di Adriano, realizzata dall’imperatore Adriano delle stesse dimensioni e parallela all’Agorà romana.
Spostandosi a Est, invece, si arriva nel Ceramico, il quartiere dell’antica Atene che un tempo ospitava una grossa necropoli e i tumuli di personaggi importanti nella storia della città, come i Pisistratidi. Dal ceramico passava la Via Sacra che, partendo da Eleusi, poco distante da Atene, giungerva fin sull’Acropoli.
A sud della Plaka si incontra la Porta di Adriano, e oltre essa ciò che rimane del grandissimo Olimpieion.
Da lì ci si affaccia sulla valle dell’Illisso, coi suoi piccoli templi dedicati ad Apollo Delfinio e Artemis Agrotera. Infine non può mancare un salto allo stadio panatenaico, che è stato ristrutturato in occasione delle Olimpiadi.
Atene è un libro aperto per chi vuole conoscere la storia della città; da ogni parte si aprono spazi con resti archeologici qui di un tempio, lì di una casa romana, laggiù ancora di una porta della città. Chi ama l’archeologia di sicuro qui non si annoia!
LA MAGIA DELLA PLAKA E LE SUGGESTIONI DELL’ACROPOLI
Chi pensa ad Atene pensa immediatamente al Partenone, il tempio più famoso del mondo, e all’Acropoli, su cui esso si trova. Il Partenone domina Atene, non a caso è il simbolo della città, e dall’Acropoli si vede tutta la città, che si stende disordinatamente su tutta la vallata circostante, la costa e le colline, per chilometri e chilometri. La rocca dell’Acropoli è magnetica, attrae su di sé gli sguardi di tutti coloro che le passano sotto, e che camminano col naso all’insù, scattando milioni di foto da qualsiasi angolazione, perché non si riesce a scegliere quale sia la migliore. Di giorno il pallore delle colonne si staglia contro il cielo azzurro della Grecia, creando un contrasto incredibile che abbaglia, ma appena scende il crepuscolo, il Partenone si tinge del rosa del tramonto, e quando viene ormai buio si accende, risaltando nell’oscurità, bello, sempre più affascinante.
Non meno ricca di fascino è la Plaka, il quartiere che si stende alle pendici dell’acropoli, vicino all’agorà, altro fulcro della vita ateniese quando i Greci comandavano il mondo. A qualcuno potrà sembrare incasinata, con le sue viuzze strette affollate di negozietti da turisti che vendono tutti le stesse cose, ma in cui non si può non entrare. E invece è proprio questo il cuore pulsante della città, il quartiere che pur essendo turistico riesce a mantenere un fascino da souk arabo, con il suo disordine, il suo rumore, la sua gente. Di notte, poi, è magica: le viuzze rivelano un’infinità di scorci stupendi, il rumore si quieta, e il viso della gente che passeggia o che beve il suo bicchierino di Metaxa seduto al tavolino di un bar rivela una pace interiore che non si incontra spesso. Ma la Plaka è anche luogo e occasione di festa, così se passa un gruppo di gente che suona o che canta tutti li seguono e si fanno contagiare. E poi, se alzi lo sguardo verso l’alto, vedi l’Acropoli, e capisci da dove viene tutta questa magia.
lunedì, 03.07.06
Le Olimpiadi: la festa del mondo
Ricordi di bandiere, di facce sorridenti, di occhi brillanti, di sorrisi colorati; ricordi di gente variopinta, di folle arcobaleno, di persone in festa. Perchè le Olimpiadi sono solidarietà, sono festeggiamenti, sono pace, sono celebrazione dello sport e del mondo unito.
Stavamo in un campeggio fuori Atene, ma, nonostante la distanza, l'aria delle Olimpiadi arrivava fin lì e ti inebriava: ogni tenda aveva la sua bandiera stesa. Eravamo come un piccolo mondo in miniatura di paesi distanti migliaia di km, ma in quell'occasione così tanto vicini. Nel nostro campeggio c'erano Olandesi, Tedeschi, Inglesi, Polacchi, Neozelandesi...etc. Era un viavai di persone che partivano armati di striscioni e di quelle che tornavano trionfanti, mai delusi, perchè era comunque e sempre una festa. Una delle emozioni più forti erano gli sconfitti che festeggiavano con i vincitori, paesi che inneggiavano ad altri paesi. Due forse i momenti che ci sono rimasti più impressi in testa e nel cuore.
1) Eravamo stati ad assistere al fioretto femminile dove la Vezzali aveva vinto sulla Trillini ( una finale tutta italiana) e per andare via abbiamo preso un autobus navetta che portava dal palazzatto della scherma alla stazione della metropolitana più vicina. Nell'autobus c'è stato il delirio, tutte le persone che cantavano e inneggiavano all'Italia. Non c'erano solo italiani, c'erano anche polacchi che urlavano "Italia Italia", nonstante una delle nostre fiorettiste avesse sconfitto la loro beniamina polacca, e allora tutti a gridare "Poland Poland"!!....Bello, veramente bello!
2)L'altro episodio è avvenuto quella stessa sera: eravamo a Monastiraki, un quartiere centrale di Atene pieno di vita la notte.Dalla stazione della metropolitana escono un gruppo numeroso di Olandesi tutti colorati e danzanti, che festeggiavano le vittorie giornaliere dei propri atleti, al che tutta la gente presente, di qualsiasi nazionalità, ha cominciato ad applaudirli estendendo la grande festa!
Non ha molto a che fare con l'unione di nazioni diverse,ma altro momento molto carino è stato aver incontrato tutta la nazionale di pallannuoto femminile ( il mitico sette rosa!) per una delle strade di Atene in veste turistica come noi!
Partecipare a questa grande festa è stata davvero un'esperienza unica e indimenticabile!!
Written by Lorenzo
domenica, 02.07.06
Atene: una vacanza sportivo-culturale
Nell'estate del 2004 io e Lorenzo abbiamo fatto la nostra prima vacanza insieme, e abbiamo scelto come meta Atene, in modo da unire due nostre passioni: l'archeologia per quanto mi riguarda, dato che Atene è la culla dell'arte e della cultura greca, e lo sport, in particolare la scherma, dato che l'estate 2004 ha visto Atene sede delle Olimpiadi. E' stata una vacanza che ha così unito insieme un po' di mare, tanta cultura e tanto sport. Il nostro campo base era un campeggio di Rafina, a un'ora da Atene, con una splendida spiaggia che si apriva in una baia circondata dalla roccia rossa. Mare stupendo. Da lì tutti i giorni prendevamo l'autobus che ci portava ad Atene, dove per prima cosa ci siamo dedicati alle tappe obbbligate del turismo culturale, ovvero l'Acropoli, col Partenone, i Propilei e la loggia delle Cariatidi, l'Agorà e il Museo Archeologico Nazionale. Abbiamo anche girato per la città, in particolare nel variopinto quartiere di Monastiraki, costituito da viuzze strette e affollatissime da turisti, su cui si affacciano infiniti negozietti di souvenirs, (e io ovviamente sono entrata in tutti, con buona pace, o disperazione?, di Lorenzo); abbiamo anche visto il cambio della guardia, uno spettacolo solenne che difficilmente si dimentica. Un giorno è stato dedicato a una gita fuori porta, quando abbiamo preso l'autobus che ci ha portato a Capo Sounion, dove si trova un tempio che domina dall'alto tutto il mare e la costa circostante. Abbiamo anche fatto un giro su un'isoletta, Andros, prendendo il traghetto da Rafina. Abbiamo noleggiato una macchina e siamo partiti alla scoperta dell'isola, abbiamo visitato la città di Andros, con le casette bianche che si riflettono nel mare azzurro, tipiche di tutte le isole greche, siamo finiti nella nebbia in cima all'isola, abbiamo girato in lungo e in largo questo piccolo angolo di paradiso. A tarda sera abbiamo ripreso il traghetto e siamo tornati A Rafina. Il motivo per cui abbiamo pensato di venire in vacanza in Grecia è stata l'Olimpiade: abbiamo visto l'oro della Vezzali nel fioretto femminile, l'argento della sciabola maschile a squadre e l'oro del fioretto maschile a squadre. Era meravigliosa l'atmosfera: una festa incredibile, non importava chi vincesse, l'importante era essere lì per celebrare e festeggiare lo sport prima ancora della propria nazionale; e così grandi feste fuori dal palazzetto, sugli autobus, fuori dalla città olimpica, in giro per le strade..si respirava una splendida atmosfera! La vacanza è durata una decina di giorni, ne è valsa davvero la pena, proprio perchè abbiamo unito insieme due interessi: la cultura, e insieme la curiosità di vedere e conoscere, e lo sport, perchè non capita tutti i giorni di vedere dal vivo le Olimpiadi!

