I viaggi di Marina e Lorenzo

I viaggiatori

 

E' da quando ho fatto l'inter rail nell'estate del 2003 che ho scoperto l'esigenza di tenere sempre un diario dei miei viaggi: vedere e conoscere tanti posti nuovi e non mantenerne un ricordo scritto, che mantenga sempre vive le impressioni, è un po' come non essere mai partiti!

Così ho cominciato a scrivere dei "diari di bordo", che aggiornavo giorno per giorno durante i miei viaggi, e che poi corredavo con foto, con biglietti di musei, con scontrini e con qualunque altra cosa raccogliessi durante la vacanza.

Ora è giunto il momento di condividere sul web il diario dei miei viaggi, anzi, dei nostri viaggi: perché a me e a Lorenzo piace tantissimo viaggiare, conoscere, vedere, e appena abbiamo un giorno, o un week-end noi partiamo!

Questo è il resoconto di tutte le nostre vacanze. E allora...si parte!!!!

 

 

E' Stato attivato il FORUM, con l'obiettivo e il desiderio di soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati di viaggio. Dove ognuno potrà dire la sua arricchendolo e migliorandolo con i suoi consigli ed esperienze e cercando risposte alle sue domande e curiosità! Venite a visitarlo!!!

 

 


VISITATE ANCHE LA GALLERY CON TUTTE LE FOTO DEI NOSTRI VIAGGI!!!!


 

 

lunedì, 08.02.10

ITINERARI PER SAN VALENTINO IN EUROPA: ROMANTICA PARIGI

Lo so. È ovvio, è scontato. Però è indubbio che Parigi sia la città più romantica d’Europa! E secondo me non c’è niente di meglio che trascorrere qualche giorno a Parigi proprio sotto San Valentino. Niente è romantico come una passeggiata nel Marais o come un bacio al tramonto in cima alla Tour Eiffel. Sono esperienze che segnano, ve lo posso assicurare! Pensate quanto è romantico e sensuale sentirsi sussurrare “je t’aime” in un orecchio. Immaginate che ciò avvenga, per l’appunto, al tramonto sulla Tour Eiffel e il suo effetto sarà amplificato all’ennesima potenza.

Ecco qui, allora, alcuni suggerimenti, alcune “suggestions” per rendere indimenticabile il vostro San Valentino.

Punti fermi, oltre al tramonto sulla Tour Eiffel, sono una passeggiata in pieno giorno nel quartiere del Marais: pittoresco e intimo, ha poco della città capitale europea. Alcuni scorci sono da favola, l’attenzione ai piccoli dettagli sarà fondamentale. Sempre in pieno giorno, il quartiere degli artisti di Montmartre sarà l’adatta cornice per un’altra delle vostre passeggiate mano nella mano.

Nel quartiere arabo è d’obbligo una sosta all’hammam, all'interno del complesso della moschea: l’ambiente è splendido, atmosfere mediorientali, e sala da tè dove si beve uno strepitoso tè alla menta, caldo, corroborante e profumatissimo, oppure si fuma il narghilè, a vostra scelta.

Se invece siete più sofisticati, avete idee particolari sulla vostra idea di San Valentino, potete cercare l’amore nell’arte di tutti i tempi: al Louvre avrete di che soddisfare la vostra voglia di cultura: a partire dal Sarcofago degli Sposi, un’opera etrusca proveniente da Cerveteri che mostra due sposi semisdraiati sul letto durante l’eterno banchetto che si consuma nell’Aldilà, per terminare con Amore e Psiche, la splendida opera scultorea di Antonio Canova. Chiaramente quando uscirete dal Louvre vi inoltrerete nei Jardins des Tuileries, e da lì uscirete verso gli Champs Elisées.

 

parigi louvre

La sera, dopo cena, sarà molto dolce passeggiare lungo la Senna, lungo uno dei tanti lungo-fiume che di giorno sono popolati di turisti e di venditori di libri usati e di quadretti di Paris, ma che di sera sono poco frequentati, senza per questo essere pericolosi.

Buon San Valentino a tutti voi!

venerdì, 05.02.10

A San Valentino innamoratevi dell'arte!

Voglio segnalare un'interessante iniziativa promossa dal MiBAC, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che propone al pubblico dei musei una promozione speciale per il week-end di San Valentino, sabato 13 e domenica 14 febbraio 2010: nei musei e nelle aree archeologiche statali se si va in coppia si paga un solo biglietto.

Sul sito web del ministero è scaricabile la lista delle strutture statali che aderiscono all'iniziativa. E' un'importante opportunità e un'occasione per passare San Valentino in modo diverso, dedicandosi alla cultura. Non c'è occasione migliore per festeggiare che fare, magari, una gita fuori porta a visitare un palazzo storico o un importante museo, idem se vivete in una città d'arte o che ospita una struttura statale.

Come recita lo slogan, a San Valentino innamoratevi dell'arte!

locandina mibac

giovedì, 04.02.10

FARE SHOPPING A BARCELLONA

Se si pensa alle capitali europee dello shopping in genere viene in mente Parigi o Londra, dove addirittura si recano comitive dall’Italia per approfittare dei fenomenali saldi di stagione. Ma se per una volta si andasse a fare shopping a Barcellona? I voli per Barcellona lo consentono: voli a basso costo, ovviamente, sennò dov’è il vantaggio di andare a caccia di saldi all’estero?

Credo che ogni stile sia influenzato dal luogo in cui si forma: così l’english style è sobrio ed elegante, mentre quello di Barcellona è colorato e asimmetrico: dev’essere merito dell’eredità di Gaudì, infatti, se lo stile degli stilisti di Barcellona è così colorato, dinamico, irrazionale. Marchi come Custo e Desigual sono al momento i più copiati d’Europa ed hanno a Barcellona la loro casa di nascita.

gaudì

In giro per il centro della città si incontrano numerose boutiques dei due marchi, e nel grande centro commerciale del Port Vell, Maremagnum, troverete di che soddisfare la vostra voglia di shopping. E se proprio non volete spendere, nonostante i saldi, potete fare come me: arrivate a Barcellona con uno dei tanti voli Ryanair disponibili, quindi andate in uno dei tanti negozi del quartiere gotico; scoprirete che lo stile di Barcellona, stile che trovate nelle vetrate della Sagrada Familia, o nelle composizioni di azulejos della panchina di Parc Guell, e non solo, ma anche nell’opera astratta di Joan Mirò o nei bozzetti di Picasso, si ritrova non solo nei capi d’abbigliamento firmati Custo e Desigual, ma anche in anonimi e comunque splendidi abiti, gonne, magliette, che pur non avendo il marchio, e costando di meno, danno lo stesso effetto.

Tutto sta nel saper cercare e nel non accontentarsi, nel saper guardare e nel badare al risultato.

E già che siete volati a Barcellona, approfittatene per fare i turisti in città: non solo le vetrine dei negozi, ma anche le facciate dei palazzi, le architetture delle chiese e i musei d’arte vi attireranno come mosche sul miele!

Lo shopping può essere così una scusa per scoprire deliziosi angoli, vicoli, magici scorci in tutto quell’intrico di vie e palazzi antichi che va dalla Rambla alla Cattedrale gotica a Santa Maria del Mar, la “Cattedrale del Mare” resa ancor più celebre da Ildefonso Falcones. In questa maniera, in modo del tutto naturale, shopping e turismo culturale si fonderanno in un’esperienza indimenticabile.

sabato, 23.01.10

Valerio Magrelli, La vicevita. Treni e viaggi in treno

La vicevita è per l'autore tutto quel tempo che trascorriamo in viaggio per spostarci da un posto all'altro, da un posto dove non viviamo più verso un altro dove vivremo. Nel mentre facciamo da veicolo a noi stessi: non viviamo, ma aspettiamo di vivere. Qualcuno, qualche pendolare rassegnato, potrebbe definire la vicevita come il tempo che perdiamo quando ci spostiamo da casa per andare al lavoro e viceversa.
Il libro è dedicato ai treni. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non è tanto un racconto di episodi accaduti all'autore durante i suoi spostamenti in treno, né l'esposizione di una certa "filosofia di vita" legata al viaggio, quanto piuttosto una serie di ricordi, di versi, di riflessioni al limite del delirante, di associazioni di idee che lasciano perplessi. Ma del resto l'autore è principalmente un poeta, abituato a giocare con metafore e richerche di significati altri e più elevati: è del poeta il fin la meraviglia, e nel mio caso anche lo sbigottimento. Non è il mio genere, lo ammetto, perciò non ho apprezzato particolarmente questo piccolo librino. Probabilmente, invece, per gli amanti del genere è un capolavoro.
Alcune pagine sono interessanti: ad esempio, a proposito dei treni giapponesi, così precisi e altamente tecnologici, l'autore nota il contrasto con il carrellino degli snacks, che passa sui treni nipponici così come sui nostri, e vi vede una residuo paesano, che gli stimola una gran tenerezza. Commovente la riflessione sul "monumento alla crepa" alla stazione di Bologna, con l'orologio fermo all'ora del famigerato attentato: per l'autore la crepa non è altro che un treno, che attraversa le nostre coscienze. In qualche caso ci si può riconoscere, come nella paura di perdere il treno e/o di salire sul convoglio sbagliato. Splendida la metafora che riguarda il vagone che si svuota dei tanti troppi pendolari pigiati al mattino: l'interno sembra "un materassino da spiaggia, gonfio di alito umano".

Chi, volente o nolente, si ritrova a viaggiare spesso in treno, è giusto che legga questo libro, almeno che sappia che esiste. Perché se in cuor nostro tutti noi potremmo scrivere un libro su viaggi in treno, disagi, compagni di viaggio, episodi curiosi ecc., abbiamo bisogno anche di un po' di poesia. E quella non tutti sono in grado di farla. Leggevo da qualche parte che viaggiare in treno è di per se stesso poesia. Concordo più con questa affermazione anonima che con la definizione di vicevita che dà l'autore: sì, se si è costretti a viaggiare per lavoro, e si considera il tempo trascorso in treno come l'inutile parentesi tra casa e ufficio, allora Magrelli ha ragione. Ma io, personalmente, in treno riesco a fare più cose di quante non ne faccia a casa: leggo (tra l'altro, La vicevita l'ho letto proprio durante il mio ultimo spostamento in treno), studio, lavoro al computer, penso ed elaboro i prossimi post che pubblicherò su questo blog: e questa non è forse vita? E anche se in qualche disastroso momento (dovuto alla situazione tragica dei treni italiani, soprattutto quelli delle linee destinate ai pendolari) si può essere d'accordo con l'autore nel vedere nei vagoni quei vagoni blindati che portavano ai campi di concentramento (ma ovviamente esagerando!), tuttavia ritengo il treno una presenza importante della mia vita. E lo dico con affetto. Ne ho presi tanti, da 10 anni a questa parte, e tanti ne prenderò ancora. E non dimentichiamo che il mio primo vero viaggio è stato un inter rail... 

 

venerdì, 22.01.10

IL PARCO DELLE CASCINE: UN’OASI VERDE LUNGO L’ARNO

A Firenze il verde non manca: tra Boboli e le colline che circondano la città, i Viali e il Giardino dell’Orticoltura, non ci si può lamentare. Ma c’è una zona, che i Fiorentini amano e frequentano, di verde pubblico, che costeggia l’Arno a partire dal Ponte alla Vittoria, laddove il centro storico termina nella Porta al Prato: è il parco delle Cascine, una lunghissima passeggiata che arriva quasi fuori Firenze. Qui il martedì si svolge il mercato cittadino (frequentato anche dai turisti stranieri), ma nel resto della settimana il parco si trasforma in una rilassante passeggiata. È la domenica che le Cascine, però, si animano e sono brulicanti di vita: coppiette che passeggiano, sportivi che corrono, famiglie in bicicletta, nonni con le nipotine sui pattini, signore col cane…Le domeniche di sole i Fiorentini si riversano qui a fiumi. Vale la pena anche per chi non è di Firenze, comunque, fare un salto rigenerante da queste parti: è un parco pubblico e, a differenza di Boboli, l’accesso è gratuito e non controllato.

cascine

La passeggiata corre parallela all’Arno. Si può seguire anche un percorso alternativo, che si insinua all’interno del parco seguendo strade o sentieri all’ombra di alberi altissimi. Ogni tanto si incontra qualche fontana, poi il Pratone. Un ippodromo delimita il parco sul lato interno. Da una rete, anche chi non ha scommesso può vedere le corse dei cavalli.

ippodromo

Una vista dell'ippodromo 

 

La passeggiata si interrompe al Ponte all’Indiano, un ponte caratteristico per la sua architettura rossa e moderna, così chiamato in onore di un principe indiano che a fine ‘800, di ritorno da Londra verso l’India, soggiornò a Firenze e qui morì. Un bel monumento lo ricorda, raffigurante il busto del principe col turbante al di sotto di un elegante baldacchino che ricorda, per l’appunto, l’architettura indiana.

monumento all'indiano

Il monumento all'Indiano e, dietro, un pilone del ponte che prende il suo nome  

Passeggiate nel verde, possibilità di fare attività fisica, di leggere un libro distesi nel pratone o di giocare col cane, oppure semplicemente di rilassarsi e di rigenerarsi: è tutto ciò che offre, e gratis, il Parco delle Cascine.

martedì, 12.01.10

ATENE E IL NUOVO MUSEO DELL’ACROPOLI

Quando venimmo in vacanza ad Atene, ormai anni or sono, un enorme cantiere sorgeva alle pendici dell’Acropoli: chiaramente rallentato da ovvi scavi archeologici, il futuro Museo dell’Acropoli lentamente cresceva per poter dare il giusto risalto alle splendide opere d’arte che hanno fatto grande la Grecia.

Oggi quel futuro è divenuto realtà.

museo acropoli

foto adnkronos

 Le korai, statue di fanciulle, e i kouroi, statue di fanciulli, guardano attraverso le pareti di vetro rivolte alla collina sulla quale un tempo erano state poste, l’Acropoli appunto, l’area sacra più importante della città greca e oggi una delle aree archeologiche più importanti del mondo. Il museo sostituisce e amplia quel piccolo e indegno antiquarium che si trovava dietro il Partenone. Le sculture della cosiddetta “colmata persiana” (una specie di “discarica” delle antiche statue di culto ed ex-voto che fu realizzata in seguito alle distruzioni dovute alle Guerre Persiane) ora hanno finalmente una collocazione nuovamente degna del loro valore. Solo un gruppo di sculture manca, ma per esse è stato predisposto uno spazio vuoto: i marmi del Partenone, che dall’800 sono al British Museum, eterno e infinito oggetto di scontro tra Grecia e Gran Bretagna. Chi va ad Atene DEVE visitare questo museo dopo essere stato sull’Acropoli: altrimenti può anche starsene a casa. Perché forse non esiste altro posto al mondo dove per poter conoscere una città devi aver presente la sua storia così antica e le opere del suo ingegno, così antiche ma ancora così ricche di estremo fascino.

giovedì, 07.01.10

Marina Misiti, Donne con la valigia

Avevo annunciato questa recensione, ed eccola qui, puntualissima, al termine delle ferie natalizie.

Mi sono regalata Donne con la valigia di Marina Misiti per Natale. Non solo, ma l'ho regalato ad una mia amica glamour e shopping addicted (come si usa dire ora) e l'ho consigliato al resto del mondo. Perché?

Il Little Pink Book DONNE CON LA VALIGIA è una summa dei consigli elargiti dalle pagine del suo blog da Marina Misiti, una giornalista che ha saputo fare della sua passione principale, i viaggi, il suo lavoro: già solo per questo merita un applauso. Da quando ho scoperto il suo blogzine, donne con la valigia, appunto, sono diventata una cliente affezionata: nelle sue pagine ho trovato di volta in volta spunti, idee, conferme, ed un'impronta tutta personale perché al femminile.

Il libro Donne con la valigia è la naturale evoluzione del lavoro dell'autrice. Prima è stato pubblicato in internet con Lulu.com, poi ha conquistato la tappa della carta stampata.

Il librino è agevole, una veloce guida consultabile in qualsiasi momento. Stile fresco, immediato e scorrevole, qualche citazione pret-à-porter (secondo lo stile del blog) che non guasta mai, e poi consigli e consigli su come fare le valigie, su quale modello scegliere, sul perché dell'esistenza di numerose tipologie. Consigli su come sfruttare al meglio ogni spazio del bagaglio e come ottimizzarne il contenuto. Quindi la check-list tipo per ogni tipo di viaggio: in barca, in montagna, di lavoro... Infine, e le amanti dello shopping apprezzeranno, la storia delle principali case di valigeria esistenti al mondo, da Luis Vuitton alla Samsonite, ad Alviero Martini, sino alle nuovissime Carpisa, Segue... e Piquadro.

Una lettura che è ingiusto bollare come frivola, ma anzi, che mancava nell'ampio spettro della letteratura in materia di viaggi e della manualistica relativa. Donne con la valigia non è certo un manuale, ma un aiuto perché non tutte le donne sono in grado di organizzare mentalmente e fisicamente il proprio bagaglio e spesso ripetono all'infinito gli stessi errori (come portarsi più abiti del necessario) quasi senza rendersene conto. Che tipo di valigia sei? Chiede Marina Misiti alle sue lettrici. Dopo aver letto questo librino saprete rispondere. 

mercoledì, 06.01.10

Lungo la via del treno a vapore...

In Toscana è molto attiva la tradizione del treno a vapore. Si tratta di una tradizione chiaramente a valore folkloristico/turistico che unisce all'evento (il poter salire su un treno storico) la qualità (del paesaggio che di volta in volta si attraversa, chiaramente).

Solitamente treni storici partono dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella la domenica o nei giorni festivi ed hanno per destinazione Siena oppure qualche paese del Mugello, e soprattutto hanno come fine quello di far assaporare in modo "slow" il paesaggio toscano ai passeggeri.

Ma il treno a vapore non è solo un evento che interessa i passeggeri: sono numerosi, infatti, gli appassionati che si posizionano lungo il tracciato del treno per fotografarlo, lui con la sua fumata bianca, immerso nel paesaggio che attraversa.

treno a vapore rufina

Oggi, giorno di festa, 6 gennaio 2010, il treno a vapore partiva da Firenze Santa Maria Novella alle 9:08. Il suo percorso calcava la linea ferroviaria che da Firenze va verso Pontassieve, poi Rufina, Dicomano, Borgo San Lorenzo e S.Piero a Sieve, nel Mugello.

Noi siamo andati, con la scusa di vedere il treno a vapore, fino a Rufina: questo piccolo borgo, incastonato tra le montagne fiorentine, ha tutto l'aspetto, infatti, di un paesino di montagna trapiantato in Toscana. Qui scorre il Rufina, e il Sieve, che oggi era particolarmente gonfio per le perturbazioni, pioggia e neve all'infinito, che si sono abbattute (e ancora continuano) sulla Toscana in questo periodo di feste.

Interessante è stato infatti, lungo il percorso che da Firenze portava a Rufina, vedere il livello dell'acqua del fiume Sieve che a Pontassieve, poco fuori Firenze, si unisce all'Arno, creando quell'importante arteria fluviale che attraversa da qui in poi la Toscana. Sarà che in questi giorni, tra l'altro, stiamo leggendo un giallo ambientato ai tempi dell'alluvione che colpì Firenze nel 1966 (ndr: Morte a Firenze, di Marco Vichi), ma il vedere il fiume così ingrossato ci ha sufficientemente impressionato. Questa è un'immagine dell'Arno stamattina, in localtà Le Sieci, poco dopo che in esso confluiscono le acque del Sieve:

arno

L'acqua ha superato gli argini più bassi, ha travolto alberi e canneti e porta con sé nella sua agitazione addirittura tronchi d'albero: uno spettacolo impressionante per chi non è abituato a vederlo. I tempi della famosa alluvione sono comunque ben lontani.

 Quella del treno a vapore è una duplice occasione: per chi vuole fare un'esperienza diversa, salendo su un treno storico e ammirando un paesaggio d'altri tempi in cui il trenino col suo sbuffo bianco si inserisce benissimo, e per chi vuole vedere il trenino immerso in questo paesaggio, per chi ama la fotografia, in sostanza. Non solo: fotografare il treno vuol dire fotografare il paesaggio in cui esso transita, osservarlo, coglierne gli elementi migliori in funzione della foto, studiarlo e ammirarlo. Un buon esercizio che non guasta mai fare.

venerdì, 01.01.10

Pablo Picasso in mostra ad Andora

Ancora pochi giorni, fino al 5 gennaio, per visitare la piccola ma importante mostra dedicata a Pablo Picasso ad Andora (SV).

Andora è un paese della Riviera di Ponente, noto fino ad oggi più come luogo di vacanze estive, con le sue spiagge e il suo porticciolo, che per le sue iniziative culturali. Ma ora, da quando è stato completato il restauro dello splendido Palazzo Tagliaferro, una costruzione che spicca nel panorama per il suo tetto in ardesia, e che all'interno rivela alcune sale affrescate molto suggestive, le cose stanno cambiando. Palazzo Tagliaferro diverrà il polo culturale di Andora, un polo culturale che si preannuncia di alto livello!

locandina mostra

La mostra, al piano nobile del palazzo, piano che ospita anche una splendida e permanente collezione mineralogica, espone alcune significative opere di Picasso. Non si tratta di tele, ma per la maggior parte di incisioni e litografie. Importanti, tra esse, la litografia a colori "Colomba che vola nell'arcobaleno" del 1952, messaggio di pace all'indomani della fine della II Guerra Mondiale (come non ricordare Guernica, a tal proposito!), e la litografia "Paloma et sa poupée", nuovamente del 1952.

Picasso fu un maestro del segno e produsse nella sua vita più di 2500 incisioni che lo resero il maggiore incisore del XX secolo. L'incisione occupa nella sua opera un posto fondamentale, e
le tavole presentate rappresentano un riassunto delle tematiche più care all'artista spagnolo, dalla creazione artistica all'uccisione del toro, generate da un immaginario fantastico e che esprimono un'intensa forza emotiva. Queste opere testimoniano la sua evoluzione e la sua sperimentazione artistica nel campo della grafica. La sua produzione si snoda, infatti, in un percorso parallelo rispetto a quello pittorico, ispirando talvolta anticipazioni di soluzioni formali e tecniche che la maggior duttilità espressiva del mezzo grafico gli permetteva di mettere in atto prima che in pittura.

Iniziativa importante, questa mostra ha il merito di portare un artista di fama mondiale in un'area geografica rimasta per troppo tempo fuori dai percorsi di forte impatto mediatico delle grandi mostre e dei grandi artisti. La mostra è piccina, certo, e non raccoglie le opere più conosciute di Picasso, ma è uno stimolo a sapere di più per chi la visita, ed è una sfida nei confronti di chi pensa che in provincia non ci si possa aspettare un granché. Confidiamo che nel futuro nuove e importanti iniziative di questo tipo si possano svolgere a Palazzo Tagliaferro. Intanto, finché dura questa mostra, consiglio a tutti coloro che passeranno dalla Riviera di Ponente nei prossimi giorni di fare un salto: la visita è gratuita, ed è completa di una disponibile guida pronta a illustrare le opere esposte.

Info:

Pablo Picasso. opere grafiche originali

fino al 5 gennaio 2010

Palazzo Tagliaferro - Largo Milano, Andora

orario: tutti i giorni dalle 15 alle 18 eccetto il lunedì e il mercoledì

ingresso libero

giovedì, 31.12.09

Buon anno a tutti i viaggiatori!

VIAGGIMARILORE augura a tutti i suoi lettori un 2010 pieno di viaggi, di percorsi e di itinerari..di esperienze, insomma, che possano arricchire il vostro bagaglio anche semplicemente uscendo di casa e andando poco oltre i consueti tragitti...

viaggiare

Il 2010, salvo imprevisti, non sarà per noi un anno di grandi viaggi, intendendo per viaggi esperienze all'estero o chissà dove: sarà piuttosto un anno di riflessione e di studio. Ci prendiamo, in sostanza, un anno sabbatico in cui poter meglio elaborare e decidere le tappe dei nostri prossimi spostamenti; abbiamo grandi progetti per il futuro...

Intanto continueremo, comunque, a parlare del nostro territorio, l'Italia, a esplorarne alcuni angoli nascosti e sconosciuti ai più perché abbiamo la convinzione che è bello viaggiare e uscire dal proprio ambiente, ma alle volte il viaggio è anche fare una passeggiata nell'entroterra, un giro per le colline che circondano la città, una gita fuoriporta, una visita ad un museo o ad una mostra che ci ispira...

Inoltre continueremo a fornire informazioni sui vari Paesi in cui siamo stati, sulle ricorrenze, sulle usanze o sulle curiosità. Se qualcuno di voi ha domande in particolare, non esiti a chiedere, saremo ben lieti di offrirvi il nostro aiuto e la nostra esperienza.

Purtroppo abbiamo preferito chiudere il forum dopo un'invasione di messaggi spam che ci ha infestato le discussioni e contro la quale non abbiamo trovato soluzioni. Ma anche senza forum sono sicura che non mancheranno occasioni di scambio di opinioni e di esperienze, come del resto già succede.

Chiudo l'ultimo post dell'anno augurando a tutti voi uno splendido e spumeggiante 2010!

Marina&Lorenzo